Osservatore   Anonimo

NULLA e' MAI quello che SEMBRA ESSERE..... Forse.

 
       R.S.U. = SPAZZATURA

UNA PUZZOLENTE STORIA INFINITA

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Quando, una ventina d'anni fa, "esplose" la crisi dei rifiuti a Napoli io, conoscendo la situazione e l'ambiente, formulai la mia ricetta per la soluzione del puzzolente problema:

1) Militarizzazione totale della gestione dei rifiuti, compresa scorta militare ai trasporti, ed affissione sulle recinzioni di qualsiasi impianto di stoccaggio o trattamento dei rifiuti, di cartelli gialli, con su scritto "ZONA MILITARE-Limite Invalicabile", che  in italiano corrente significa:" non oltrepassare-qui si spara".

2)Chiunque fondi comitati vari, civici e non, contrari a qualsiasi aspeto del problema rifiuti, tutti i sindaci dei comuni interessati e relativi assessori, vengano sottoposti ad una accuratissima indagine genetica e giudiziaria, per almeno sette generazioni, per scoprire se e/o a quale clan, cosca o ndrina, appartenga, o ne vega sponsorizato.

Applicando puntualmente tutto cio' forse, in una decina d'anni, si potrebbe tornare ad una situazione normale, tenedo presente che qui "normale" ha un significato diverso che altrove.

Naturalmente, tutti quelli cui esposi la mia soluzione mi tacciarono di "eccessivo pessimismo" o molto peggio, compresi epiteti politici di ogni colore.

A vent'anni di distanza devo constatare che il mio pessimismo era decisamente poca cosa, tant'e' vero che poco tempo fa, un personaggio, ha fatto campagna elettorale promettendo di risolvere il problema dei rifiuti a Napoli, in sette mesi e senza costruire termovalorizzatori, ora, uno che fa promesse che evidentemente non possono essere mantenute, meriterebbe di ricevere UN voto, il suo, ammesso che avesse il coraggio di votarsi ( mentendo sapendo di mentire). Naturalmente e' stato eletto, ed ora, che sette mesi sono passati quasi quattro volte, disattesa, puntualmente ogni promessa, meriterebbe di essere cacciato a furor di popolo, ( a MORSI), previa gogna pubblica,di almeno due mesi. con lancio libero di R.S.U. .

Cio' Premesso e' faclmente immaginabile quale sia stata la mia reazione alla comparsa, nel 2008, su di un giornalino locale, del seguente articolo:

 La seguente Email segui' immediatamenta la pubblicazione:

 

Mi riferisco all’articolo pubblicato su INFORMARE n’ 4 Gennaio/Febbraio 2008 pagina 4. E qui sopra riprodotto. L’ho letto ed ho immediatamente avvertito la necessita’ impellente di fare una serie di osservazioni cominciando dal titolo :

Il fatto che i termovalorizzatori funzionino quotidianamente (Campania Esclusa) in tutto il mondo, in tutta Europa, in tutta Italia, (e da moltissimi anni) dovrebbe indurre il sospetto che si tratti di una soluzione piuttosto valida, sia pur perfezionabile, come qualsiasi altra cosa al mondo.

Quindi esordire con L’alternativa ai termovalorizzatori” ha, se non lo scopo, almeno la conseguenza di insinuare nella mente di lettori distratti, scarsamente informati ed ancor meno documentati, che si tratti di una tecnologia superata a cui esistano alternative realmente valide e realizzabili rapidamente.

E che, quindi, chi si oppone alla loro costruzione possa avere valide ragioni per farlo e non semplicemente una (spesso ottusa) incomprensione dei reali termini del problema.

Quindi che opponendosi all’unica soluzione per ora valida ci si metta in realta’ all’avanguardia, in vista di soluzioni migliori, gia pronte o quasi.

Nel sottotitolo il CNR si trasforma nel CRN !!?? e poco oltre l’Ing Noviello perde una “i“ e diventa Novello, orbene, gli errori di scrittura sono quasi certamente veniali in una Email od in un SMS ma in un articolo di giornale denotano semplicemente inaccuratezza, senza l’attenuante della fretta, visto che il giornale non e’ un quotidiano.

L’articolo prosegue con la presentazione del “sontuoso parterre” di notabili locali, (con nomi ossequiosamente in grassetto), il tutto affiancato da due fotografie la cui funzione rimane misteriosa, e con cio’ circa un terzo dello spazio disponibile e’ stato occupato, invano.

Osservo inoltre che per giustificare la “cornice” interpretata dai cittadini, occorrerebbe un quadro, ed e’ cercandolo che ho proseguito nella lettura :

si parte parlando di : “un dissociatore molecolare in grado di smaltire rifiuti organici urbani con un trattamento di sole ventiquattro ore, con il quale viene prodotta solamente energia e non anche vapori, e perciò con emissione nulla in atmosfera.”

A tale clamorosa affermazione Einstein, Plank e Bohr hanno avuto un sussulto, ecco realizzata la conversione diretta di massa in energia, E=Mc2, un grammo di materia genera in un attimo la produzione annuale di una centrale elettrica di grandissime dimensioni.

Pero’ non e’ sufficiente una “dissociazione molecolare”, occorre scomporre gli atomi, spezzare i legami del nucleo atomico, evidentemente mi e’ sfuggito qualcosa, continuo a leggere.

Poco piu’ avanti si afferma che:

“l’impatto ambientale e’ PRESSOCHE’ nullo”, quindi meno del 100%, lo stesso meno del 100% che poco oltre si porta a disdoro dei termovalorizzatori che non lo raggiungono, “diversamente da cio’ che si crede”, ma chi se lo crede ???

Proseguendo, stoicamente, leggo: 

“Ed ecco allora che la tecnologia offre alternative che garantiscono risultati più efficaci con un notevole abbassamento della soglia di inquinamento”, ma allora si tratta di un abbassamento, non di una eliminazione !!!

Proseguo, ed ecco un altro passo notevole :

” Parliamo di impianti in grado di trasformare i rifiuti, senza alcuna emissione in atmosfera,(1) in un combustibile gassoso privo degli inquinanti tipici della combustione dei rifiuti (2), stoccabile, trasportabile, quindi utilizzabile mediante sistemi convenzionali di generazione, co-generazione e/o rigenerazione di energia (3), oppure sul luogo di produzione, con impianti di ossidazione termica (4) del gas combustibile e recupero energetico. “

1) Questo tipo di affermazione e’ quantomeno imprudente, i rifiuti organici urbani contengono sino ad oltre il 30% d’acqua, che in qualche modo deve essere smaltita dal processo, presumibilmente sotto forma di vapore, e, quand’anche ricondensato, non si tratterebbe certo di acqua di fonte, da smaltire in qualche modo ed in qualche luogo.

2) Poiche’ le sostanze organiche sono composte, in grandissima parte, da carbonio (C) ed idrogeno (H), questi potrebbero teoricamente essere ricombinati, con opportuni, e complessi, processi chimici, per formare Metano (CH4), ma a quanto mi risulta l’unico processo capace di produrre efficientemente metano dai rifiuti e’ il metabolismo anaerobico dei batteri che prosperano nelle discariche, al punto che queste producono circa il 20% del metano immesso annualmente in atmosfera, oltre ad una eguale quantita’ di anidride carbonica. Per di piu’, le stesse sostanze organiche, contengono quantita’ variabili, ma non trascurabili, di moltissimi altri elementi ( metalli, zolfo, cloro etc. ) che hanno la pessima tendenza a non farsi trasformare in gas, e, quando lo fanno, si tratta di composti altamente tossici e non combustibili,( cloro, anidride solforosa, ammoniaca etc ).

Questi composti dove vanno a finire?

3) Il concetto di rigenerazione di energia temo debba fare i conti con le ferree regole dell’entropia.

4) I comuni mortali chiamano l’ ossidazione termica , col nome di combustione, quindi si sta parlando di un banale bruciatore. Inoltre esistono e funzionano, da lunghissimo tempo, impianti di pirolisi                       ( dissociazione termica ), che trattano esclusivamente residui vegetali, portandoli a temperature di 500-800 gradi per mezzo di un flusso di azoto puro, in completa assenza di ossigeno. Il trattamento produce etano, butano, etilene e varie miscele di idrocarburi liquidi a seconda delle temperature.

Sino all’inizio del 900 tutto l’alcool metilico era prodotto per pirolisi del legno.

Il processo con cui, da oltre un secolo, si ottengono idrocarburi leggeri ( benzina ) dissociando le molecole di idrocarburi piu’ pesanti (ottenuti per distillazione del greggio), si chiama craking catalitico ed e’ un processo di pirolisi.

L’articolo passa ora ad uno spot promozionale, indirizzato agli amministratori comunali, facendo balenare il miraggio di piccoli impianti quasi casalinghi ( piccolo e’ bello !!??) da gestire autonomamente. ( le economie di scala sono un concetto indigesto )

Cosi’ il problema di dove piazzare l’impianto si sposterebbe da una Regione o da una Provincia a decine o centinaia di Comuni, i cui cittadini si opporrebbero, rendendo problematica la rielezione del Sindaco in carica e quindi la realizzazione dell’impianto.

Non mi risulta che in Italia possa essere vietata una qualsiasi sperimentazione, effettuata nei siti adatti, di un qualsiasi progetto di qualsiasi tipo.

A meno che i nostri “illuminati” governati non progettino di estendere ad altri campi i principi aberranti e medioevali, che hanno “ispirato”, in nome di un fondamentalismo “TeoEtico” l’attuale legge sulla fecondazione assistita.

Ma in realta’ non gli sara’ necessario, sara’ sufficiente che continuino a finanziare la ricerca con gli spiccioli delle tangenti, per ottenerne l’estinzione, tanto “ i cervelli sono gia’ fuggiti ”.

Ho visto gran parte dell’intervento dell’ing. Novello a Porta a Porta ma mi e’ sembrato che abbia parlato essenzialmente della discarica di Pianura, con grave imbarazzo del Ministro.

L’articolo si conclude con il seguente passo :

Senza dubbio è auspicabile che la legge italiana, solo dopo che ne sia stata acclarata l'efficienza e l'affidabilità in termini di impatto ambientale, al più' presto sopperisca al vuoto esistente in materia, consentendo la sperimentazione prima, e la realizzazione poi di tali tipi di tecnologie per lo smaltimento dei rifiuti.

L’idea di pretendere che, prima di sperimentare, si stabilisca se e’ pericoloso, e’ ridicola, dettata da quel coso assurdo che e’ il cosiddetto “principio di precauzione” in omaggio al quale i nostri antenati non sarebbero mai scesi dagli alberi, non sarebbero entrati in una caverna, e men che meno, avrebbero acceso un fuoco.

Propongo che lo stesso principio venga applicato ai politici :

Nessun cittadino puo’ essere eletto ad una carica pubblica se non e’ dimostrabile a priori che non si comportera’ come tutti si aspettano che si comporti un politico, e cioe’:  

-non faccia favori agli amici per ottenere voti,

-non sperperi il denaro pubblico in attivita’ inutili ed improduttive

-non elargisca a perenti ed amici incompetenti incarichi e consulenze.

-non faccia finta di non vedere i problemi reali sperando di passarli alla prossima legislatura.

E via cosi’ peculando

PER FINIRE

L’ Ing Noviello, che mi risulta essere un egregio ricercatore del CNR, titolare tra l’altro di un brevetto per un sistema di riciclaggio termico per rifiuti tecnologici, elettronici etc. credo si tratti di uno dei tanti progetti di applicazione delle Torcie a Plasma sviluppato in origine dalla NASA per trattare scarti di lavorazione di materiali “ostici” da smaltire con altri metodi.

L’ing Noviello, dicevo, ha colto l’occasione della sua visita di consulenza alla discarica di Pianura, per fare un po’ di legittima (ribadisco, legittima e doverosa ) pubblicita’ al suo progetto, ovviamente nella prospettiva di ottenere interesse, e quindi finanziamenti, da amministratori locali eventualmente interessati.

Temo pero’ che abbia mancato l’ obiettivo, l’articolo che avete pubblicato riesce a non dire nulla che contribuisca alla comprensione del progetto.

Considerazione Ambientalistica:

Produrre carta costa alberi, acqua (moltissima), inquinamento ed energia.

Stamparla costa inchiostri e quindi prodotti chimici, inquinamento ed energia.

Riciclare carta costa energia ed inquinamento.

Non vi sembra uno spreco utilizzarla per scrivere articoli come questo in questione ?

Cordiali saluti

Osservatore Anonimo.CG

P.S.

A proposito di sperimentazioni di smaltimento dei rifiuti,

A questo link http://www.cnr.it/cnr/news/CnrNews?IDn=1758 - troverete un comunicato del CNR dove si parla di un impianto pilota realizzato in Sicilia ed in corso di sperimentazione da parte dell’ Ing Plescia, ricercatore del CNR, il progetto si chiama THOR e, con altre tecniche promette le stesse cose.

Non credo che Plescia abbia ottenuto una legge ad hoc per realizzare e sperimetare il suo impianto.  

 

Non ebbi alcuna risposta, dopo pochi giorni mandai un'atra mail chiedendo chiarimenti.

Ancora nessuna risposta.

A Marzo inviai la seguente mail direttamente all'autore del progetto in questione.

Spett. Ing. Noviello

Da. Osservatore Anoninmo C.G

Mi riferisco al suo intervento del 19/01/08 presso la sede del Centro Studi OfficinaVolturno a Castelvolturno, Caserta.

Sul numero 4 del giornale “Informare” edito dalla stessa Officina Volturno, e’ stato pubblicato un articolo in proposito al suo intervento.

Dato che, dall’articolo, non sono riuscito a dedurre assolutamente nulla circa il procedimento da lei illustrato, ho chiesto chiarimenti, con una Email, alla redazione del giornale, non ho avuto alcuna risposta.

Ho atteso un paio di settimane, poi, dopo aver dedicato un po’ di tempo a documentarmi, ho scritto una lunga e corrosiva Email, alla redazione.

Stesso risultato della precedente.

A questo punto ho trovato, sul sito del CNR, il suo indirizzo Email e le scrivo, certo di avere da lei le spiegazioni che non sono ancora riuscito ad ottenere.

Sono realmente interessato a tutti gli aspetti tecnici e scientifici del trattamento deirifiuti, cosi’ come lo sono a quelli di ogni altro argomento.

Nella mia vita ho accumulato una molto scarsa e decrescente considerazione neiconfronti dei giornalisti  ( salvo le debite, luminose, eccezioni ), soprattutto in ogni occasione in cui ho trovato pubblicate notizie, relative ad argomenti a me ben noti, che ho dovuto vedere completamente travisati.

La mia reazione e’ stata quella di non comprare piu’ giornali, da alcuni decenni, ma ora, che Internet mi consente, non solo di documetarmi, ma anche di mirare direttamente ai responsabili dell’ “informazione”, lo faccio ogni volta che mi e’ possibile.

Mi spiace importunare chi, come lei, evidentemente, si occupa fattivamente delle soluzioni possibili ad un problema tecnico ( i rifiuti ) disgraziatamente finito in manoai politici.

Ho anche trovato qualche notizia su di un suo brevetto del 2001 che suppongoriguardi un sistema di torcia al plasma, sepre nell’ambito del trattamento dei rifiuti.

Le saro’ grato di un riscontro qualsiasi, compreso l’invito a dimenticare la sua Mail.

Cordiali Saluti

Osservatore Anonimo C.G

P.S.

Ho trovato in Internet una sua breve recensione al libro “l’ambientalista scettico” di

Lomborg, ho letto il libro, all’epoca della prima, e credo unica, edizione italiana, l’ho

letto, l’ho apprezzato in toto, e, soprattutto per l’immane bibliografia, lo conservo

gelosamente.

In allegato le due mail citate nel testo.

Naturalmente ancora nessuna risposta.

Pero con la redazione si instauro' una fitta corrispondenza, piuttosto corrosiva, 

tra cui una Mail che cosi' ho commentato.:

A bussar forte qualcun rispose

Per chiarezza le rispondo intercalando il mio testo, (in nero), al suo, (in marrone):

Egregio signor C., ho letto con la dovuta attenzione le sue note... .

Ne sono lieto, questa e’ esattamente la ragione per cui le ho scritte, perche’ qualcuno le leggesse.

gratuitamente

Le assicuro che in cio’ non vi e’ assolutamente nulla di gartuito, il tono delle mie osservazioni e’

stato la semplice conseguenza della totale assenza di segni di vita da parte vostra dopo le due mie

precedenti email, quindi lo avete diligentemente acquistato.

sgarbate,

Ho la deprecabile abitudine di chiamare le cose col loro nome, non uso eufemismi o perifrasi e mi

rendo conto che cio’ puo’ talvolta apparire sgarbato.

provocatorie,

Era sostanzialmente lo scopo che intendevo raggiungere, provocare una risposta, di qualsiasi tipo .

polemiche

Non credo che osservazioni strettamente tecniche possano in alcu modo essere considerate

polemiche, la polemica puo’ sorgere da un confronto di opinioni, i fatti tecnici o scientifici possono

soltanto essere riconosciuti o confutati, scientificamente.

e offensive

Sono certo di non aver usato alcun termine od espressione offensiva, ma, d’altra parte, qualunque

cosa, volendo, puo’ suonare offensiva.

per chi fa tanti sacrifici e comunque opera.

Sono certo che quando si fanno cose che si e’ convinti siano utili e che sia necesario farle, per

quanto lavoro, tempo e fatica comporti farle, il sacrificio e’ largamente compensato dalla

gratificazione personale.

..Ma non voglio scendere in una polemica inutile,

Nemmeno io

anche se le Sue osservazioni tecniche non sembrano campate in aria e alcune condivisibili...

Ne sono lieto ed apprezzo il riconoscimento.

Comunque le allego email del signor Manni, a cui ho inviato le Sue note e allo stesso si rivolga per eventuali osservazioni,

Ovviamente leggero’ con la massima attenzione qualsiasi contro-osservazione che il Sig. Manni volesse farmi pervenire.

....non abbiamo spazio e tempo per disquisizioni polemiche su questo periodico

Questa affermazione e’ in totale contrasto con quanto asserito nella mail che mi e’ pervenuta un’ora

circa prima di questa, ma che reca la stessa firma.

che Lei ama definire "giornalino".

Il “Giornalino di Gian Burrasca” e’ entrato a buon titolo nella storia letteraria Italiana, non e’ una

questione di diminutivi ma forse, piuttosto, di contenuti.

Saluti Osservatore Anonimo C.G

A qusta segui' una serie di mail sempre piu' improntate alla collaborazione, poi, a Giugno 2008, sul giornalino compare un articolo a firma di Nazareno Manni, poiche' con la mail qui sopra mi avevano comunicato il suo indirizzo Email, non ho perso tempo egli ho inviato la seguente Email:

Come d'abitudine ho riportato i passi dell'articolo originale in marrone, le mie chiose in nero, le piu' gavi in rosso, e quelle aggiunte ora in verde:

Una Buona Ragione per dire NO all’Inceneritore

Nazareno Manni, Collaboratore Tecnico dell'ing. Ennio Italico Noviello (CNR- Roma - reparto metodologie chimiche)

Per sgomberare il campo da ogni dicotomia terminologica innanzitutto è bene sottolineare che, quando si parla di "termovalorizzatori" e di "inceneritori", in realtà si tratta dello stesso argomento.

E’ vero, tecnicamente anche le Centrali Termoelettriche sono degli inceneritori, infatti inceneriscono carbone, olio combustibile, etc, e, come sottoprodotto, ne ricavano energia termica che viene poi trasformata in elettricita’.

Quindi come si può ben capire la terminologia non è di secondaria importanza,

Molto vero, anzi, personalmente considero “definire i termini” assolutamente indispensabile, avro’ occasione nel seguito di chiarire il concetto.

anche perché nei testi della normativa Italiana non è utilizzato il termine "termovalorizzatore" ma "inceneritore".

In realta’ l’unica differenza tra i due e’ che, il secondo, usa parte del calore prodotto dalla combustione, per produrre energia elettrica, ovviamente con una efficienza molto inferiore ad una centrale termolettrica, calore che dovrebbe comunque essere dissipato nell’ atmosfera e nell’acqua di raffreddamento.

Pero’ viene usato “incenerirore” come se fosse una parola oscena e “termovalorizzatore” come se fosse un eufemismo usato da qualche malefica lobby per mascherare l’oscenita’ precedente, e con cui abbindolare “la gente”.

Quindi non vi cimentate assolutamente nell’arduo compito di “definire i termini” ma semplicemente cercate di usarne le connotazioni emotive, prodotte, nei vostri presunti lettori, dal vostro stesso discutibile, modo di fare “informazione”.

Proprio per questo non bisogna farsi abbindolare da esperti dell'ultim'ora che invadono alcune trasmissioni televisive affermando, che sia tutto sotto controllo ...

Per non dir nulla degli esperti, non si sa bene di quale ora, che infestano alcuni giornaletti locali.

L'incenerimento evoluto, cioè la termovaloorizzazione, sarebbe una scelta obbligata se l'alternativa non fosse che la "discarica controllata",

Prego, definire il termine “discarica controllata”, il termine e’ stato recentementemolto abusato, tanto da privarlo di gran parte del suo significato.

Un po’ come i giornalisti che usano “discarica a cielo aperto”, per parlare di montagne di spazzatura nelle strade, come se altre discariche fossero “a cielo chiuso” , il termine e’ corretto soltanto se riferito alle fogne ed alle miniere. (Che sono normalmente , nella grande maggioranza dei casi, a "cielo chiuso")

considerando che anche laddove la raccolta differenziata raggiungesse l'obbiettivo del 35%, rimarrebbe comunque un ulteriore 65% in peso di rifiuti urbani da trattare con l'obiettivo del maggiore vantaggio ambientale, energetico ed economico possibile.

Ricordo di aver letto in una recente Finaziaria (mi sembra 2006) che gli obiettivi della raccolta differenziata fossero fissati come segue :

le Regioni devono garantire sul proprio territorio una raccolta differenziata pari al40% entro il 2007, al 50% entro il 2009, al 60% entro il 2011.

Quindi indicare il 35% come se fosse un massimo auspicabile e’ una pessima “definizione dei termini”. Inoltre la raccolta differenziata avrebbe lo scopo di separare dai rifiuti tutti i materiali riutilizzabili, a tal fine esiste il CONAI che gestisce sei linee di materiali riciclabili (Acciaio, Alluminio, Carta, Legno, Plastica e Vetro), incassa dai produttori di imballaggi un Contributo CONAI per ogni tonnellata prodotta, tale contributo viene poi versato ai Comuni (che conferiscono agli impianti di riciclaggio i rifiuti differenziati) in misura della quantita’ e della qualita’ dei materiali conferiti.

Come definito negli accordi ANCI-CONAI del 1998 e del 2004 (Accordo ANCI-CONAI del 12.2.98 ed Accordo di Programma Quadro ANCI-CONAI in vigore dal 1° gennaio 2004).

Ovviamente se un Comune non riesce, (non sa o non vuole) effettuare nemmeno un grammo di raccolta differenziata non riecevera’ mai nemmeno un centesimo, lasciando, alle Regioni, il Contributo CONAI, gia' pagato dai cittadini con gli imballaggi:

Per far si che questo sia possibile, a parer nostro, occorre indagare profondamente su almeno tre parametri fondamentali di valutazione: 

1. Se l'alternativa alle discariche controllate sia solo la termovalorizzazione.

Ovviamente no, ma la pratica esperienza suggerisce di utilizzare subito le tecnologie esistenti, collaudate e gia’ operative altrove, nel frattempo si lavora per elaborarne di nuove e per migliorare quelle esistenti, si costruiscono impianti pilota, se ne analizzano l’efficienza, il costo e gli effetti collaterali, quando si raggiungono equilibri accettabili tra questi fattori, si puo’ procedere alla loro adozione su vasta scala.

2. Se la migliore tecnologia disponibile per il recupero di energia dai Rifiuti sia effettivamente la Termovalorizzazione .

Esattamente come sopra

3. Se esiste la possibilità di ridurre a zero l'impatto ambientale dovuto al recupero energetico dai Rifiuti.

Ovviamente NO, come Antoine-Laurent de Lavoisier ha stabilito, inconfutabilmente, nella seconda meta’ del 1700.

Se immetto 10 tonnellate di qualsiasi cosa in un processo fisico o chimico ne ricavo 10 tonnellate di qualcos’ altro, che dovra’ essere immagazzinato, smaltito, disperso nell’ambiente o bruciato. (Se al conto finale manca anche un solo atomo, o il conto e’ sbagliato oppure una legge fondamentale dell’universo e’ stata violata, ..potrebbe scomparire l’universo.)

L’energia che se ne puo’ talvolta ricavare e’ frutto del passaggio da composti meno stabili a composti piu’ stabili, e quindi dotati di minor energia, la chiamano Entropia.

Fare domande sbagliate e’ il miglior modo per ottenere risposte sbagliate, se poi le domande sono in forma retorica e’ il miglior metodo per DARE risposte sbagliate.

Partirei proprio da quest'ultimo, evidenziando un grande pregio che però coincide con il più grande difetto del termovalorizzatore , ovvero la possiibilità di poter trattare grandi quantitativi di Rifiuti, almeno 500 t /g per poter essere competitivi sotto un profilo energetico prodotto, quindi comporta conseguenze incomprimibili date le grosse quantità combuste.

Ovviamente intendevate parlare di “necessita’ di trattare” e non di “possibilita’ di poter trattare”, non mi batto per la purezza della lingua, ma posso pretendere la chiarezza e la comprensibilita’ che esigono un uso corretto dei vocaboli.

Pretendere di valutare un processo di eliminazione di rifiuti in termini di competitivita’ “sotto un profilo energetico prodotto” non e’ corretto, tanto varrebbe confrontarlo con una centrale termoelettrica.

Se un siffatto impianto riuscisse a produrre energia sufficiente a sopperire al proprio fabbisogno, potrebbe gia’ essere considerato ottimo.

Da non tralasciare le grandi quantità di aria che essa assorbe per poter bruciare le grandi quantità di rifiuti, infatti è noto che, per garantire quanto più possibile la combustione completa dei rifiuti sono necessari congrui accessi (forse si intendevano “eccessi”) d'aria rispetto al valore stechiometrico nel rapporto combustibile/comburente.

In merito alla necessita’ di “definire i termini” questo paragrafo ne e’ un esempio luminoso, sfolgorante direi.

Prima si evoca l’immagine di un mostro che “succhia aria”, (togliendola ai bambini, ovviamente), poi si butta li’, con nonchalance, una raffica di termini tecnici che, a meno che non si tratti di una pubblicazione per chimici professionisti, solo una percetuale frazionaria dei vostri presunti lettori, puo’ interpretare correttamente.

Sarebbe stato piu’ intellettualmente onesto dire che per migliorare la combustione e’ utile soffiare sul fuoco. Concetto chiarissimo per chiunque abbia usato un barbecue.

La fase o processo del termovalorizzatore non termina qui ... Ci sono ancora le ceneri che devono essere recuperate e destinate in appositi siti di trasferenza, calcolando che nelle migliori delle ipotisi di funzionamento il residuo prodotto e’ pari al 25% di ogni processo, ovviamente effettuando un banale calcolo, si può raggiungere in linea di massima l'effettivo quantitativo rimanente, che riferendosi al sistema in merito si parla di 125t/g (Tonnellate al giorno di ceneri .. ).

Questo e’ necessariamente vero per qualsiasi processo di qualsiasi tipo, come il succitato Monsieur de Lavoisier ha stabilito da oltre 200 anni.

Per quanto riguarda la parte energetica prodotta, essa si basa soprattutto sulla grandezza dell'impianto, ma è anche vero che se il prodotto immesso non è trattato bene la produzione energetica precipita vertiginosamente , generando a sua volta un quantitativo di sostanze espulse (fumi), ancora più inquinanti, per via della cattiva combustione.

Per questa ragione, a monte di un termovalizzatore devono essere presenti uno o piu’ impianti di CDR, questo acronimo si legge Combustibile Da Rifiuti, purtroppo in Campania e’ stato letto come Cartocci Di Rifiuti.

I CDR quindi non hanno fatto altro che aumentare la quantita’ totale di rifiuti, aggiungendo i teli di plastica che avvolgono le “Eco Balle” ( Eco Balle va’ letto senza Eco ), che hanno cosi’ potuto essere accatastate fingendo che non si trattasse di discariche.

Ed infine, anzi all’inizio, a monte dei CDR dovrebbe esistere un sistema di raccolta differenziata che selezioni prima tutti i materiali riciclabili e la frazione umida e lasci per il CDR soltanto il cosiddetto “secco indifferenziato”.

La frazione organica (circa il 30-35% del totale in peso) dovrebbe essere avviata ad impianti di compostaggio ove, attraverso fenomeni di digestione anaerobica, da parte di batteri, si produce metano (che puo’ essere raccolto ed utilizzato) e tutta la massa si rasforma in terriccio ricco di composti organici che, utilizzato in agricoltura, oltre che per il giardinaggio, puo’ ridurre notevolmente l’uso di fertilizzanti azotati sintetici.

Le grandezze sproporzionate di questi sistemi, "antiquati" fanno capire quanto essi possano essere poco produttivi sotto un punto di vista energetico senza entrare nel merito economico e cioè: se non ci fossero stati i contributi Governativi, che offrivano particolari agevolazioni economiche sulle tariffe energetiche da loro prodotte (cip6) il tutto sarebbe un fallimento ... ecco spiegati i ritardi di Acerra.

Ribadisco che non e’ corretto valutare un processo secondo criteri diversi da quelli principali per cui l’impianto e’ realizzato.

Se volete un impianto dotato della massima efficienza energetica bruciate carbone od olio combustibile. In quanto agli incentivi governativi, l’uso della leva fiscale per indurre e facilitare una transizione tecnologica e’ perfettamente lecito e corretto, pero’ se qualcuno pensava di poter coprire il costo del trattamento dei rifiuti con il ricavato dell’energia elettrica venduta all’Enel (con una maggiorazione del prezzo del 6% (Cip6)) o non aveva fatto bene i conti od era ed e’ in malafede.

Sapute queste particolari e fondamentali notizie, non rimarrei dell'idea che la termovalorizzazione sia un opzione unica, e ne’ la migliore .. !

Alla notizia di aver avuto sin qui “particolari e fondamentali notizie” sul mio volto si e’ acceso il ghigno dello Stregatto ( Alice nel Paese delle Meraviglie ) che continuera’ ad aleggiare nell’aria anche quando me ne saro’ svanito nel nulla.

Considerando che codesto sistema nonostante sia costoso e poco produttivo, non riesce nemmeno a risolvere il problema delle discariche ... visto che le ceneri devono essere sempre conservate! Quindi possiamo affermare con certezza: che questo sistema non risolve il problema, ... ma lo rallenta, per far si che possano continuare ad arricchirsi sulle nostre spalle, ma sopratttutto sulle nostre vite.

La conclusione di questa relazione, è mirata nel far sapere ai cittadini di attingere informazioni, come devono difendersi da queste disinformazioni, da questa dittatura silenziosa che hanno creato sulla nostra pelle e nostre spalle.

Stendo un velo di pietoso silenzio sulla sintassi e sullo stile di questo paragrafo, ma osservo che, quando si evocano fumosi fantasmi di poteri misteriosi, di “Grandi Vecchi” di “loro” che si arricchiscono, non riesco a liberarmi dalla sensazione che chi parla non stia esprimendo in realta’ dei “timori” ma bensi’ delle speranze, la speranza che esista davvero qualcuno cosi’ potente, cosi’ intelligente, cosi’ abile, da saper pianificare il mondo, al di la’ e nonostante l’ incompetenza e la colpevole ottusita’ dei politici di turno. Alrimenti, per cortesia, nomi cognomi e ragioni sociali dei malvagi colpevoli.

Ma per fortuna i cittadini stanno riscoprendo la partecipazione, la voglia di vivere in un ambiente sano e di non arrendersi a scelte opinabili e calate dall'alto.

Ma per sfortuna, per avere la capacita’ e la possibilita’ di scegliere, occorre conoscere a fondo gli argomenti su cui applicare le scelte, e, se le fonti della conoscenza tecnica necessaria, sono tutte di questo tipo, e di questo spessore, gli stessi cittadini, per non soggiacere alle scelte “calate dall’alto”, finiscono vittime di altre scelte che arrivano spesso “dal basso… e dal retro”

Esistono professionisti che hanno dedicato la propria vita alle ricerche di nuovi sistemi e nuove tecnologie per poter far si che i problemi divenissero investimenti e fonti di guadagno nonchè lavoro. A volte però, anche se le cose da realizzare risultano giuste, in un paese strangolato dalla burocrazia e dalle lobby di potere, ciò non è consentito .. "per legge" .. perchè non previsto. ASSURDO!!! Se non previsto e perchè non si era ancora scoperto, perchè non si conoscevano nuove scoperte.

Giuste? Quali criteri di valutazione della “giustezza” esistono, oltre alla realizzazione e sperimentazione di quanto proposto ?

come ad esempio: una soluzione innovativa, economica, di piccola entità con una produzione energetica consistente ed autosufficiente per il sistema stesso, non è considerata una soluzione adeguata per il problema dei rifiuti.

Ricordo di aver letto il “Rapporto Conclusivo della Commissione per le Migliori Tecnologie di Gestione e Smaltimento dei Rifiuti” del 20 Aprile 2007 dove sono elencate ed esaminate tutte le tecnologie note, ivi inclusa la Pirolisi.

Non mi sembra ci siano preclusioni, ma piuttosto il suggerimento di realizzare piccoli impianti pilota per la sperimentazione delle tecnologie in vista dell’applicazione.

Essa è una delle opzioni proposte da enti di ricerca qualificati e affermati come il CNR (Consiglio Nazionale delle Ricerche), che usa una tecnica di base basata su di un processo biologico chiamato Pirolisi o Gassificazione.

Biologico ??!!!

E che c’azzecca? Come direbbe il vostro Nume Tutelare (la cui dimestichezza con la lingua italiana e’ universalmente nota.) Biologico: parola composta dai vocaboli del greco antico: Bios (vita) e Logeia (parola) e riferita a tutto cio’ che riguarda la vita. Dato che qualsiasi organismo vivente e’ basato su strutture proteiche che a 60° gradi Celsius perdono la loro struttura funzionale (denaturazione) ed oltre i 100° vengono scomposte negli amminoacidi che le compongono.                                                         SI PUO’ SAPERE COSA HA A CHE FARE CON LA BIOLOGIA un processo che avviene ad un minimo di 400° gradi Centigradi ????

Sistema usato in Italia sin dagli anni 80' ma con scarsi risultati. Oggi però questo problema è stato risolto dagli Stati Uniti, che utilizzando brevetti esclusivi invece delle vecchie tecnologie come quelle usate in Italia negli anni addietro come quella a letto fluido, ciclo discontinuo etc., si sono indiirizzati verso una Pirolisi dei rifiuti in completa assenza di aria, che trasforrma i rifiuti in gas combustibili, e in un prodotto solido carbonioso (CHAR), anch'esso combustibile in quanto contenente carbonio per ben il 95% del suo peso, avente la possibilità di digerire svariate tipologie di rifiuti, tra cui:

Rifiuti Urbani non Differenziati, Rifiuti non Biodegradabili, CDR ( eco ballIe), Imballaggi Carta e Cartone, Legno, Materiali Composti, Materiali Misti, Pneumatici Fuori Uso

Nel DECRETO MINISTERIALE del 5 febbraio 1998, che contiene tutta la classificazione dei rifiuti, ivi inclusi quelli adatti agli impianti di Pirolisi, sono espressamente esclusi i materiali omogenei, provenienti da raccolta differenziata e destinati al riciclaggio, tra cui Carta Cartone e Legno.

Tutto questo avviene rispettando tutti i criteri di leggi vigenti, ed in completo rispetto dell'ambiente e di chi lo occupa. Questa Tecnica e basata fondamentalmente sulla Pirolisi, processo come gia su descritto biologico

E rieccoci col Biologico, mi e’ chiaro che i prefissi BIO ed ECO anteposti a qualsiasi parolaccia la santificano, ma questo non ha nulla di scientifico o tecnico. 

che mediante una dissociazione o osssidazione ( ma non si era detto che il processo avviene in totale assenza d’aria e qindi senza ossigeno ?) delle molecole carboniose riesce a convertire mediante una fase chiamata termo-conversione, tutto ciò che contiene carbonio in Gas di sintesi. Questi Gas, riconosciuti dalle normative Europee come gas ecologici, vengono introdotti in appositi motori generatori, che sfruttando l'alto rendimento energetico meccanico, sprigionato dalla combustione di questi gas,riescono a produrre un elevato quantitatiivo energetico paragonato alle sue piccole grandezze, che si aggira a circa 10 volte superiore a quello di un termovalorizzatore delle stesse proporzioni.

Continuo a stendere lo stesso velo di pietoso silenzio sulla sintassi e sullo stile di questo paragrafo ed osservo che: Ovviamente sarebbe opportuno spiegare che la successiva combustione dei materiali prodotti della Pirolisi consuma ossigeno e produce CO2 come qualsiasi altro combustibile, quindi anche se il processo di pirolisi avviene senza consumo di ossigeno, questo occorre poi per bruciare il combustibile e ricavarne energia.

Inoltre il Singas contiene normalmente composti dello zolfo, ossidi di azoto e composti ammoniacali che devono essere eliminati, prima, durante e/o dopo la combustione.

E per giunta il Singas, una volta prodotto, prima di poter essere usato, a parte la quantita’ eventualmente utilizzata dall’ impianto stesso, deve essere compresso in serbatoi ad alta pressione, trasportato, ed immagazzinato.

I costi di realizzo? Considerando i tre punti di valutazione ... risultano di circa la metà di un termovalorizzatore , tenendo conto però di un ulteriore vantaggio il quale è quello di elevata flessibilità di impiego, considerate le piccole dimensione e la facilità di montaggio, per via della assemblatura modulare, con tempi di realizzo efficienti perche non superano i 7/9 mesi per poterlo costruire. Alternativa ideale per il problema Campano, basterebbe creare dei siti di stoccaggio provvisori per ogni paese calcolati per 9 mesi, e poi installare questi sistemi sempre per ogni paese cosi da evitare inutili spostamenti e problematiche sociali ... ogni paese smaltisce i propri rifiuti e detrae i suoi benefici ...

Questa, secondo il nostro parere, potrebbe essere una soluzione definitiva, praticabile e a breve termine ...

Il vostro rispettabilissimo parere dovrebbe essere opportunamente suffragato da qualche concreta realizzazione: esiste ? Da quanto tempo e’ in sperimentazione ?Quali sono i parametri di progetto ? Quali sono i risultati ottenuti ?

ma le attuali leggi esistenti in materia sui rifiuti, non consentono ai singoli comuni di poter realizzare in proprio una simile struttura.

Poiche’ esistono in Italia alcune ditte che producono impianti di Pirolisi commerciali, continua a sfuggirmi la motivazione delle lamentazioni.

Mi sembra ovvio che un Comune che volesse adottare una qualsiasi nuova tecnologia dovrebbe passare attraverso tutte le fasi di progettazione, costruzione di prototipi, sperimentazione, con i relativi costi e rischi di insuccesso, il tutto pagato con denaro pubblico.

Ovviamente non puo’, e non deve esistere, una legge che permetta ad un Comune qualsiasi di acquistare o finanziare un progetto proposto da un qualsiasi (absit injuria verbis) venditore di fumo, fare esperimenti per anni e poi ammettere candidamente che “la soluzione e’ giusta” ma non la si puo’ utilizzare praticamente, basta poi dare la colpa a qualcuno e mettere una bella cifra in rosso nel bilancio, da compensare a suon di multavelox e photored.

In Sicilia, dal Gennaio 2008, e’ in funzione un impianto pilota, il THOR (Total house waste recycling) che il Dr. Paolo Plescia, sta testando, per conto del CNR, e con la collaborazione di una ditta privata di Roma, utilizza una tecnica diversa dalla pirolisi ma e’ pur sempre un impianto in funzione che, se dovesse dare esiti positivi, potrebbe essere realizzato su vasta scala ed utilizzato.  In base a quale legge e’ stato realizzato e viene gestito l’impianto? Quale legge impedisce che cio’ avvenga per qualsiasi altra tecnologia?

E vero sembra proprio una fiaba tutto quello che si è scritto, ma invece è un riassunto di sintesi di un progetto regolarmente realizzabile con il sostegno tecnico del più importante istituto di ricerca italiano (CNR).

Sono indeciso se definire tutto cio’ come “Fiaba” o come “Favola”, in effetti contiene riferimenti a personaggi fantastici, tipici di una Fiaba, ma non mancano nemmeno gli intenti semplicemente pedagogici di una Favola. Purtroppo pero’, questo articolo avrebbe dovuto essere una relazione tecnica, chiara e puntuale, atta a fornire ai lettori, elementi validi per valutare obiettivamente eventuali decisioni da prendere o posizioni da assumere, su argomenti piuttosto rilevanti.

Invece quello che si legge e’ :

Gli Inceneritori ed i Termovalorizzatori sono troppo grandi, puzzano, producono poca energia, costano carissimi, producono un sacco di ceneri, sono antiquati e per giunta succhiano aria come vampiri, chi li vuole usare e’ in combutta col Maligno, e mira soltanto ad arricchirsi togliendo il pane e la salute ai vostri bambini. Ma ora ci siamo qui noi, abbiamo la soluzione a tutti i vostri problemi, abbiamo progettato un impianto perfetto che produce energia a iosa, che emana fragranze di rose e viole, facendo nel contempo sparire la spazzatura. Pero’ leggi malvagie ci impediscono di realizzare i vostri sogni e darvi il Paradiso. Ribellatevi alla dittatura silenziosa che vi opprime, cancellate le leggi che vi tengono fuori dal nostro Paradiso.

Ho finalmente capito !! Scienza e Tecnica non c’azzeccano niente, si tratta di uno spottone pubblicitar-politico-commerciale travestito da relazione tecnica

Anche quasta volta non ci fu alcun riscontro da parte di Nazareno Manni, ne' da alcun altro,

ma ad Agosto2008 comparve un altro articolo e questa, di seguito e' la mia reazione, inviata per email direttamente al signor Nazareno Manni:

PAG. 2 . INFORMARE n° 10 Luglio Agosto 2008 di Nazareno Manni, Collaboratore tecnico dell' ing. Ennio Italico Noviello CNR- Roma (settore Ambiente)

Sono ormai ridotti in sgoccioli i tempi per decidere cosa fare in Campania a seguito dell'emergenza rifiuti, anche se il presidente del consiglio sembra pienamente deciso ad adottare le precauzioni da lui proposte.

Gli “sgoccioli” son in corso da una quindicina d’anni, ma, sinche’ qualcuno non si e’ preso l’onere di “decidere e fare”, tutto ha continuato a sgocciolare, tra l’indifferenza e la connivenza generale, forse, e’ proprio ora che c’e’ una qualche probabilita’ concreta che gli “sgoccioli” siano finiti.

In maniera democratica esprimo un parere personale al riguardo, partendo dal presupposto che le discariche attualmente devono essere fatte a causa dell'emergenza, quindi devono essere terminate anche in tempi brevi prima che le materie si decompongono in virtù delle alte temperature, ma è anche vero che devono essere seguiti criteri di costruzione di codeste in maniera corretta e sicura, dove devono destinarci solo ed esclusivamente i rifiuti urbani non pericolosi e non qualsiasi tipo di prodotto inquinante o tossico che sia, in poche parole bisogna assicurarsi che ci sia un monitoraggio costante sui materiali che vengono conferiti in ognuna di essi.

Questa e’ semplicemente una democratica celebrazione dell’ovvio, lo sarebbe almeno in qualsiasi luogo, eccezion fatta per la Campania, landa in cui legalita’ e controllo civile delle istituzioni sono attivita’ utopiche demandate ad altre istituzioni “non ufficiali” tra l’indifferenza e la connivenza di tutti.

La mia riflessione personale è mirata alla seconda fase, quella dello smaltimento dei rifiuti. Una fase delicata e molto alterata da tutte le attuali notizie fornite dai mass media o chi per esso. Sono venuto ha conoscenza, mediante dati ufficiosi, che il numero di inceneritori in Campania sarà di 4 se non 5, e tra i più grandi di quasi tutta Europa.

Non e’ chiara l’ “ufficiosita’” dei dati riferiti, dato che si tratta di informazioni ampiamente divulgate, ed ormai da alcuni mesi.

E' vero che di rifiuti ce ne sono tanti, considerando anche quelli in giacimento nelle discariche di CDR, ma è vero pure che le grandezze di questi ultimi sono sovradimensionati rispetto al fabbisogno di tutta la regione Campania. Per non dilungarmi troppo concentro il mio pensiero inizialmente solo su di uno di questi sistemi: l'impianto che dovrà essere terminato ad Acerra entro la fine dell'anno corrente, ha una capacità di folgorare 600.000 tonnellate/anno di rifiuti, una cifra palesemente mostruosa, senza considerare che in casi di emergenza esso può raggiungere persino il doppio della sua portata, quindi 1.200.000 tonnellate/anno. Forse non ci si rende conto a cosa si va incontro con sistemi del genere. Per rendervi il tutto più chiaro vi rappresento la situazione degli altri sistemi:

Salerno : 600.000 tonnellate/anno

S. Maria La Fossa : 400.000 tonnellate/anno

Napoli (est o ovest): 400.000 tonnellate/anno

Calcolando la media di tutti e 4 si stima un quantitativo pari a 2 milioni di tonnellate/anno di portata.

La media e’ di 500.000 tonnellate/anno, ma forse si intendeva la somma.

Allora pare ormai chiara la situazione... se la Campania produce circa 2.190.000 tonnellate/anno di prodotto non differenziato, dalla quale cifra si deve escludere la frazione di compostaggio e riciclaggio, come si spiega un sovradimensionamento di questo tipo?

Si spiega con qualche dato ufficiale e verificabile : (Elaborazoni APAT su dati EUROSTAT)

La Campania conta circa 5.800.000 abitanti Che producono circa 1,3 Kg di rifiuti/giorno pro capite.

Cioe’ oltre 470 Kg/anno pro capite Pari ad un totale di oltre 2.700.000 Tonnellate/anno.

Inoltre, (a seconda delle stime circolanti, piu’ o meno attendibili) risultano accatastate da sei ad otto milioni di Ecoballe (da leggere senza eco), (prodotte illegalmente dai finti CDR in 15 anni di “commmissariamenti” vari) che rappresentano una ulteriore quantita’ giacente di rifiuti compresa tra un minimo di 3.600.000 ed un massimo di 4.900.000 tonnellate.

Per smaltirle, il solo impianto di Acerra, iniziando a lavorare il primo Gennaio 2009, e lavorando senza interruzioni, finirebbe tra il 2015 ed il 2017 a seconda del quantitativo reale da smaltire.

Nel frattempo verrebbero prodotti tra 16 e 21 milioni di tonnellate di rifiuti che dovrebbero essere comunque smaltiti. Cio’ significa che gli altri tre, ancora ipotetici impianti, con una capacita’ totale di smaltimento di 1.400.000 tonnellate/anno, riuscirebbero a smaltire, nello stesso periodo di tempo, poco piu’ della meta’ della quantita’ prodotta annualmente.

Rimarrebbero “inevase” tra gli 8 ed i 10 milioni di tonnellate che potrebbero soltanto finire in discarica.

Se ne puo’ agevolmente dedurre che il dimensionamento del progetto e’ insufficiente a risolvere il problema rifiuti in Campania.

A meno che ……

In quanto alla frazione da escludere (compostaggio e riciclaggio) vediamo il seguito

Sulla base delle vigenti norme di legge europee ed italiane, la quota da stimare per lo smaltimento è di 600.000 tonnellate/ anno come confermato dall'assessore all'Ambiente in carica, Walter Canapini, (non necessariamente tramite incenerimento).

Se, come nel recentissimo passato, nonostante le “norme vigenti, europee ed italiane” si e’ scaricato qualsiasi cosa ovunque. Se anziche’ “Combustibile Da Rifiuti” si sono prodotti “Cartocci Di Rifiuti”, sotto la supervisione, e con il placet piu’ o meno tacito, di Commissariati vari.

Se quel poco di Raccolta Differenziata e’ stato conferito in discarica, alla rinfusa: L’assessore all’Ambiente (nonche’ presidente di Greenpeace) purtroppo puo’ confermare soltanto “piani”, “obiettivi”,”progetti”, insomma “speranze”.

Le 600.000 tonnellate/anno indicate quale quota da smaltire, dovrebbero essere cio’ che resta a valle di una raccolta differenziata di oltre il 75%.

Orbene ;

Nel documento, risalente a Dicembre 1999, del :                                                                                                  PIANO DI AVVIO E DI SVILUPPO DELLA RACCOLTA DIFFERENZIATA IN CAMPANIA

A Pagina 5 si legge :

SITUAZIONE ATTUALE

Pur essendo presenti sul territorio attività, più o meno efficaci, di RD (Raccolta Differenziata) è praticamente impossibile affermare oggi con una accettabile approssimazione, quali siano le effettive percentuali fin qui raggiunte e che comunque le stesse, se rapportate agli obiettivi sono assolutamente irrisorie, e, cosa ancor più grave, quanto sia stato effettivamente avviato a recupero, questo in quanto la costruzione di una rete di osservatori provinciali in grado di monitorare efficacemente la situazione non ha ancora avuto corso.

La mancanza di una rete di dati certi e verificati in tempo reale costituisce un primo forte elemento da cui oltre che indicarne l’utilità e prevedere le azioni conseguenti, ribadisce la necessità di prevedere, in sede di programmazione, la condizione di elasticità.

Va infatti rilevato che tutti i piani, i progetti e le elaborazioni fin qui prodotte, sono con tutta probabilità, viziate da questa carenza di dati certi. Allo stato attuale, pur prescindendo dai dati della effettiva produzione, rimane la triste percezione che, comunque, molto del raccolto fin qui separatamente sia finito in discarica.

Da allora sono stati certamente conseguiti ulteriori obiettivi, ma non mi risulta che le effettive percentuali raggiunte, si siano allontanate molto dall’irrisorieta’.                                                            Quindi, allo stato attuale, compostaggio e riciclaggio restano progetti che richiederanno anni di impegno e di duro lavoro, anni nei quali ogni cittadino campano continuera’ a produrre i suoi 1300 grammi di rifiuti al giorno. Per il compostaggio bisogna costruire ed avviare un numero adeguato di impianti, ed organizzare la distribuzione, agli utilizzatori agricoli, degli ammendanti prodotti. Per il riciclaggio, un esempio per tutti:

In provincia di Caserta esiste un impianto capace di riciclare oltre 20.000 tonnellate/anno di bottiglie di palstica (PET), attualmente ne raccoglie in Campania circa di 3.500 tonnellate/anno il resto del fabbisogno lo acquista in varie regioni italiane.

Il CONAI resta in attesa del conferimento del differenziato, da parte dei comuni campani, nonostante l’accordo esistente, (ANCI-CONAI) ed altrove in Italia funzionante.

Non serve differenziare se non esistono gli impianti di riciclaggio quindi le 600.000 tonnellate/anno di cui sopra sono ancora, e resteranno purtroppo per troppi anni, un lodevole intento.

Vorrei fare un osservazione matematica, confrontando i sistemi di smaltimento della nazione Germania con la regione Campania, sembra un paradosso ma invece è una realtà!                                    Considerate che la Germania dispone di ben 73 inceneritori operanti (in via di estinzione comunque).   La loro portata media non supera le 250.000 tonnellate/anno, quindi se confrontate i dati è facile capire come queste portate enormi possono danneggiare e danneggiarci essendo racchiusi in uno spazio di poche centinaia di Kmq, tutto concentrato per caduta, non considerando il 25% minimo di ceneri (nocive) che vengono raccolte ogni giorno dai sistemi di incenerimento! ...ecco come verrà incenerita la Campania.

Se cio’ fosse vero, la tanto citata Germania, dovrebbe essere completamente coperta di ceneri visto che Incenerisce e termovalorizza da molti decenni.

Confrontare l’Italia con la Germania, anche se di moda, appare piuttosto azzardato, e non c’e’ nulla di paradossale, nel 2005 quei 73 termovalorizzatori (non inceneritori) trattavano circa 18 milioni di tonnellate/anno, visto che la popolazione della Geramania e’ di circa 82 milioni di abitanti, che producono circa 600 Kg/anno pro capite, di rifiuti, il totale ammonta a poco meno di 50 milioni di tonnellate/anno, se ne vengono bruciati 18 milioni vuol dire che ne separano 32 milioni, che corrisponde al 64% di riciclaggio e compostaggio.

E qui finisce ogni possibile confronto, nella Raccolta Differenziata l’Italia al 2005 aveva raggiunto il 24,3% su scala nazionale mentre la Campania era al 10%, dopo quasi 15 anni di commissariamenti.

Quindi, togliendo il 10% ai 2.700.000 tonnellate/anno di rifiuti prodotti in Campania, ne rimangono 2.430.000 da smaltire e non 600.000.

Io non escludo che tutto questo non possa succedere... e per questo motivo ritengo che ogni singola persona di questa Regione debba alzarsi in piedi e far sentire le propria voce:

Alzarsi in piedi ed urlare NO puo’ dare una, tanto gratificante quanto passeggera, sensazione di potere, che viene pero’ rapidamente sostituita dalla solita frustrazione, se non accompagnata da una adeguata conoscenza dei problemi in discussione.

"Ogni comune provveda a smaltire i propri rifiuti nella maniera piu adeguata e rispettando i criteri di legge, l'ambiente e chi lo circonda"

Sin dal primo articolo, (pubblicato sul numero 4 – Febbraio 2008 di Informare da Officina Volturno, a firma di Fabio Russo), relativo alla vostra presentazione del 19 gennaio 2008, mi ero chiesto quali motivazioni lo avessero prodotto.

Nel frattempo, documentandomi ampiamente sull’argomento, ho finalmente compreso le motivazioni e la “consecutio temporum” degli articoli e degli eventi.

A che punto e’ NORA ?. (All'epoca avevo finalmente saputo che NORA era il nome assunto dal progetto di Noviello all'atto della firma del contratto con la ditta Adiramef, di cui ho copia,  da allora , nonostante accurate ricerche, non ho piu' trovato notizie del progetto, sono passati otre cinque anni )

Stando al contratto CNR-Adiramef, all’inizio di Maggio 2008 dovrebbe essersi conclusa la fase 1, e dovrebbero mancare ancora 7 mesi per completare la fase 2.

Quindi ai primi di Marzo 2009 potra’ iniziare la fase 3, ( sempre che i risultati delle prime due fasi siano in linea con le aspettative ), ed infine, a Giugno 2009, potra’ eventualmente iniziare la progettazione dell’impianto sperimentale in scala reale, che, rispettando i tempi, si concludera’ ai primi di Febbraio 2010.

Finalmente potrebbe iniziare la costruzione del primo impianto( trovato il Comune interessato ed i relativi finaziamenti).

L’ing. Noviello, a Gennaio 2008, non appena sicuro della firma del contratto CNR-Adiramef, inizia, molto oculatamernte, ad attivarsi per trovare un Comune presso cui installare, all’ inizio del 2010, il primo impianto NORA.

All’epoca la situazione dei rifiuti in Campania era cosi’ riassumibile:

Inizio Luglio 2007 - Guido Bertolaso ha abbandonato la partita, Alessandro Pansa lo ha sotituito ed arranca nel solito pantano

Probabilita’ di completamento del termovalorizzatore di Acerra – quasi zero.

Probabilita’ di costruzione di altri termovalorizzatori – zero

Probabilita’ di aperture di nuove discariche – quasi zero

Probabilita’ di chiusura delle discariche esistenti – molto alta

Quantita’ di rifiuti nelle strade di Napoli e provincia in costante crescita.

Unica soluzione apparentemente applicabile :

Mandare i rifiuti in Germania con i conseguenti costi esorbitanti. Sino a quel momento, con il costo di quasi 15 anni di “emergenza rifiuti”, si sarebbero potute finanziare un paio di missioni interplanetarie NASA o dieci anni di ricerca sul cancro, a scelta.

Chi ha la possibilita’, e le capacita’ tecnico-scientifiche, per sperimentare nuove tecnologie di smaltimento rifiuti si trova nella condizione di avere concrete speranze di trovare finanziamenti e supporto per i propri progetti.

Ha la concreta possibilita’ di inserirsi nel vuoto politico-amministrativo imperante e di avviare una qualche soluzione reale del problema.

Meta’ Gennaio 2008, presentazione a Castelvolturno del progetto NORA (senza citarne il nome, per questioni di riservatezza richieste dal contratto ancora in fase di siglatura.                                          Compare il primo articolo su Informare.

Fine Gennaio 2008 - cade il Governo

Meta’ Aprile 2008 - Elezioni Politiche ed Amministrative.

Inizio Maggio 2008 - si insedia il nuovo Governo.

A questo punto la situazione dei rifiuti in Campania diventa cosi’ riassumibile:

Probabilita’ di completamento del termovalorizzatore di Acerra – entro Settembre completamento costruzione ed entrata in attivita’ a Gennaio 2009.

Probabilita’ di costruzione di altri termovalorizzatori – Tre impianti, da completare entro due anni e mezzo, previa localizzazione.

Probabilita’ di aperture di nuove discariche – pressoche’ certa

Probabilita’ di chiusura delle discariche esistenti – molto ridotta e comunque non prima che ne cessi la necessita’ operativa.

Mandare i rifiuti in Germania con i conseguenti costi esorbitanti – solo sino alla normalizzazione della raccolta quotidina.

Quantita’ di rifiuti nelle strade di Napoli e provincia : a meta’ Luglio 2008 torna la “normalita’” zozzoni permettendo.

Chi ha la possibilita’, e le capacita’ tecnico-scientifiche, per sperimentare nuove tecnologie di smaltimento rifiuti si trova nella sgradevole condizione di vedere drasticamente ridotte le speranze di trovare finanziamenti e supporto per i propri progetti.

E’ ovvio che, se lo Stato investe oggi in termovalorizzatori diventano scarse le probabilita’ che poi investa a breve termine in impianti diversi, disponibili tra un paio d’anni, ache se risultassero molto piu’ efficienti e meno inquinanti.

Inizio Luglio 2008 – Alla notizia (bufala) del possibile trsferimento del termovalorizzatore di Brescia a Napoli l’ Ing. Noviello rilascia qualche intervista in cui spara a zero sul termovalorizzatore di Brescia in partcolare, e sui termovalorizzatori in generale.

Il giorno dopo, Sesto Viticoli, direttore del Dipartimento progettazione molecolare CNR, precisa in una nota che "il dottor Ennio Italico Noviello ha fatto dichiarazioni a titolo esclusivamente personale che in nessun modo rappresentano la posizione ufficiale del CNR…”

Nello stesso periodo, inizio Luglio 2008, compare il vostro ( o sarebbe piu’ corretto dire il “suo” ?) secondo articolo su Informare, in cui si spara a zero sui termovalorizzatori,

Inizio Agosto 2008, compare su Informare il terzo articolo, questo certamente “suo”, visto che parla in prima persona, che nel sottotitolo e’ indicato “di Nazareno Manni “

In tal modo si eliminano sistemi centralizzati enormi e si realizzano piccoli sistemi facilmente controllabili e seriamente funzionanti,

Affermazioni in attesa di verifica sperimentale, anche se probabilmete verosimili.

rifornendo di tutte le opportune agevolazioni ad ogni singolo comune che lo adotta.

Una nuova versione del CIP6? Se le piace credere che le colpevoli connivenze, che hanno permesso che, rifiuti di ogni genere e dalle piu’ svariate provenienze, venissero scaricati in Campania per anni ed anni, le faccio notare che questi rifiuti sono stati scaricati in centinaia di discariche abusive, disseminate in tutta la regione, nei territori degli stessi Comuni che dovrebbero gestire i futuri, piccoli impianti.

Ma cosa le fa credere, o piuttosto sperare, che la stessa “distratta disinvoltura” che ha reso invisibili quelle discariche alle autorita’ competenti per territorio, i Comuni, non potrebbe essere altrettanto efficacemente applicata ai rifuti che verrebbero portati ai nuovi impianti ?

Cosa ha impedito alle “Autorita’ Competenti” di vedere le misteriose fosse scavate per anni tra la pineta e la Domitiana ?

Forse il fatto che vrebbero potuto essere fondazioni di ville abusive, e quelle, e’ noto a tutti, sono invisibili sino a condono.

Ricavando così energia e posti di lavoro per tutti.

Rilevo una nota vagamente demagogica

Inoltre si possono considerare anche altri sistemi migliori per lo smaltimento, si pensi ai dissociatori, i quali producono gas e non fanno fumo quindi rispettano notevolmente in più degli inceneritori l'ambiente.

Leggendo attentamente il :

RAPPORTO CONCLUSIVO DELLA COMMISSIONE PER LE MIGLIORI TECNOLOGIE DI GESTIONE E SMALTIMENTO DEI RIFIUTI del 20 Aprile 2007

In cui sono elencati ed esaminati tutti, o quasi, i metodi, noti al mondo, di smaltimento dei rifiuti, conclude con il suggerimento di :

Promuovere uno più progetti guida su pirolisi e combustione di bassa temperatura dei rifiuti solidi urbani con sperimentazione di piccola unità di smaltimento (dell’ordine della decina di tonnellate al giorno) da sperimentare sul campo per realtà rappresentative di piccoli bacini.

Prendendo atto, quindi, di una situazione in cui le nuove tecnologie non si trovano ancora ad uno stadio di “maturita’” tale da poterle applicare direttamente su vasta scala, ma che abbisognano ancora di adeguati studi e sperimentazioni.

Il THOR di Paolo Plescia ( CNR- Assign), a Gennaio 2008 era in sperimentazione in Sicilia (Torrenova in provincia di Messina ) e da allora non ho piu’ trovato notizie dello stato dell’opera.

Il vostro NORA (CNR-Adiramef), alla stessa epoca, era in fase di sigla del contratto ed iniziava la ricerca di un sito per la futura installazione.

La Piromex, altro produttore di impianti del genere, interpellata direttamente, dichiara che non ci sono impianti in Italia, nemmeno sperimentali, e che conta di avere almeno un impianto mobile in Italia verso la fine dell’anno.

Mi sembra di poter affermare che nessuna di queste tecnologie sia attualmente adeguata ad affrontare una situazione come quella della Campania.

Quindi, purtroppo, sinche’ non e’ disponibile il cavallo si cammina.

Questa è l'unica soluzione per controllare il via vai dei rifiuti in Campania! Se non fosse cosi, miei cari concittadini, preparate le valigie perché la nostra Regione continuerà imperterrita ad assorbire i rifiuti di qualsiasi identità: tossici, industriali, ospedalieri, urbani etc. di tutta Italia, se non di tutta Europa.

Il fatto che la Germania abbia assorbito, dietro adeguato pagamento, una piccola parte dei rifiuti campani, non prova che i Tedeschi siano fessi, ma prova soltanto che hanno la capacita’ di gestire e controllare seriamente cio’ che fanno in casa loro, tant’e’ vero che si sono accorti LORO che, mescolati dentro le NOSTRE ….balle, c’erano rifiuti ospedalieri radioattivi.

Non si potrebbe imparare a fare un po’ i “Tedeschi“ ed a gestire e controllare cio’ che accade sotto i nostri occhi ? Fare le valigie e’ una fuga, soprattutto da se stessi. Il problema non risiede nella dimensione degli impianti, ma, piuttosto, nella correttezza e nella onesta’ dei funzionari delle istituzioni demandati ad effettuare il controllo della gestione, e nella disponibilita’ di ogni cittadino a segnalare ogni “disfunzione” di cui venga a conoscenza.

La malavita e’ in realta’ un alibi, la situazione rifiuti in Campania non e’ stata creata dalla malavita, ma dalla totale, assoluta, colpevole, criminale, inefficienza della pubblica amministrazione, ed e’ in questo vuoto che si e’ inserita la malavita, pronta come sempre, ad occupare ogni spazio incustodito.

Moltiplicando gli impianti si moltiplica anche il numero di possibili falle nel controllo legale della gestione

E qui fisce la parte epistolare della storia infinita, il signor Manni, a dispetto del suo nome, non ha dato ulteriori segni di vita ne' di resurrezione.

La storia e' proseguita con una piccola serie di articoli pubblicati (a titolo gratuito, ovviamente) sul giornalino di cui sopra, e che compaiono nella pagina successiva di questo sito.

 

 

 

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