Osservatore   Anonimo

NULLA e' MAI quello che SEMBRA ESSERE..... Forse.

 

L'ACQUA MINERALE NON E' POTABILE

 

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Questa apparentemente curiosa affermazione discende semplicemente dalla lettura dei due principali testi legislativi che definiscono in Italia le caratteristiche dei due tipi di acqua:

Il Decreto del 12 novembre 1992 n. 542 (e successive modifiche e integrazioni). Stabilisce le caratteristiche che devono avere le “acque terapeutiche per usi specifici” altrimenti note come “acqua minerale”

Il Decreto Legislativo del 2 febbraio 2001 n.31 (e successive modifiche ed integrazioni), che recepisce la direttiva 98/83/CE  del 3 novembre 1998. Stabilisce le caratteristiche che devono avere le  “acque destinate al consumo umano” altrimenti note come “acqua del rubinetto”.

La piu’ importante differenza tra i due tipi di acqua consiste nel fatto che per l’acqua del rubinetto vengono stabiliti dei limiti massimi per tutta una serie di possibili sali, metalli e gas disciolti, mentre per l’acqua minerale, tali limiti sono spesso molto superiori e per alcuni (ad esempio alcuni metalli) non sono previsti limiti.

Quindi, analizzando acqua minerale con i criteri ed i parametri adottati per l’acqua del rubinetto, potrebbe accadere di dichiararla “acqua non potabile”.

La ragione di tutto cio’ e’ che di fatto che le acque minerali sono considerate essenzialmente dei farmaci, da assumere per brevi periodi ed in presenza di specifiche condizioni patologiche, e sotto controllo medico, per cui, sostanze potenzialmente tossiche, possono essere tollerate se, in cambio della limitata tossicita’, si ottiene un effetto curativo.

 

Quindi bere per anni la stessa acqua minerale puo’ rappresentare un rischio per la salute, in assenza delle patologie specifiche per cui quell’acqua e’ potenzialmente curativa.  

Sorge spontaneo il dubbio che la maggior parte delle bottiglie di "acqua minerale" contenga normalissima acqua di rubinetto, eviatndo cosi' i rischi suddetti.

Nel caso migliore, l'acqua minerale,  e’ perfettamente inutile, un esempio per tutti; se vi siete fatti commuovere dalla solitudine di quella patetetica “Particella di Sodio” e bevete quella partcolare acqua minerale, per rimediare alla vostra eventuale tendenza all’ipertensione, ritenendo cosi’ di assumere meno sodio, sarebbe opportuno che prendeste in considerazione l’ipotesi di mettere un paio di pizzichi di sale in meno in cio’ che mangiate, potreste risparmiarvi di bere una ventina di litri al giorno di quell’acqua minerale, perche’ questo e’ il rapporto nel contenuto di sodio tra un pizzico di sale ed un litro d’acqua iposodica.

Quanto alla qualita’ delle acque; per gli acquedotti son previsti controlli analitici in funzione dei volumi dell’acqua erogata, per grandi acquedotti si arriva ad analisi quasi giornaliere, mentre per le acque minerali non sono previsti piu’ di pochi controlli annuali, due o tre in tutto, ed uno generale ogni cinque anni.  

Infine nelle etichette dell’acqua minerale si legge: “conservare la bottiglia in luogo fresco, asciutto, pulito, senza odori, al riparo dalla luce solare e da fonti di calore”. Autostrade, autotreni e magazzini ovviamente rispondono in pieno a queste prescrizioni.

Sin qui le considerazioni legal-salutistiche, passo ora a quelle economico-logistiche:  

                                     

Un litro di acqua minerale viene venduto ad un prezzo che e’ da trcento a mille volte piu’ alto di quello a cui viene fornito un litro d’acqua del rubinetto, inoltre bisogna trasportarlo per centinaia di chilometri, immagazzinarlo, ritrasportarlo sino a casa etc etc.

Sinche’ l’acqua minerale doveva essere ditribuita in bottiglie di vetro la sua diffusione era limitata da un semplice problema di peso, una bottiglia di vetro pesa circa 450 grammi, e costa circa 25 centesimi, quindi per consegnare 1000 liri d’acqua si trasportano circa 1500 Kg di carico, oltra alle cassette, poi le bottiglie vanno ritirate, trasportate, lavate e sterilizzate, per poter essere riutilizzate, e quando sono immagazzinate c’entrano lucertole ed animaletti vari, che ovviamente nessuno toglie piu',(e’ realmente accaduto, e non una sola volta !).

Poi sono arrivate le bottiglie in plastica (PET-PoliEtilTerftalato), una bottiglia da un litro e mezzo pesa circa 40 grammi, e costa circa un centesimo, quindi per consegnare 1500 litri d’acqua si trasportano 1560 Kg di carico, inoltre non ci sono i costi di riutlizzo, i vuoti  si buttano, in compenso ci sono i costi dello smaltimento dei rifiuti, a tal proposito va' ricordato che le bottiglie di PET vanno selezionate per colore, prima del riciclaggio, quindi se tutte fossero trasparenti, il costo di riciclaggio sarebbe notevolmente inferiore.

I canoni di concessione, che i produttori di acque minerali, pagano alle Regioni, (che sono legalmente titolari e proprietarie delle fonti) sono assolutamente ridicoli, non coprono nemmeno lontanamente i costi di smaltimento dei vuoti, che sono a carico delle stesse Regioni. 

Gia’, rieccoci ai rifiuti solidi urbani, il problema sarebbe banale se non fosse che gli italiani bevono, ogni anno, circa 200 litri d’acqua in bottiglia a testa (neonati ed ultracentenari compresi).  

                                      

Come mia abitudine tentero’ di darvi una dimensione “visiva” del problema.

Sessanta milioni di Italiani per 200 litri fanno 12 Miliardi di litri, tolti i TRE miliardi di litri, distribuiti in vetro, rimangono NOVE miliardi di litri distribuiti in bottiglie di PET da un litro e mezzo, quindi restano SEI miliardi di bottiglie all’anno. Assumendo che una bottiglia abbia circa 8 cm di diametro, immaginiamo di disporre una fila di bottiglie ,in piedi, lungo l’equatore; 40.000 chilometri, cioe’ 40 milioni di metri, 12 bottiglie a metro, ne bastano 480 milioni per completare un giro, arrotondiamo a 500 milioni, per allineare tutti e sei i miliardi di bottiglie che Vi bevete in un anno si completano DODICI giri della Terra.  

In una citta' di 50000 abitanti, se tutti scegliessero l'acqua del rubinetto,  risparmierebbero l'emissione in atmosfera di 9000 tonnellate di CO2 all'anno,( praticamente tutte le "acque minerali" sono addizionate con CO2, per dare un po' di frizzante, in assenza di un qualsivoglia saporeU. Una cifra che da sola potrebbe dire poco, ma che equivale alle emissioni di 5000 automobili che coprissero ciascuna 15mila chilometri in un anno.

Sorvolo sui costi, in termini di petrolio, quindi energia ed inquinamento relativi alla produzione, trasporto e smaltimento di una simile massa di inutili bottiglie, e considerando che questi fatti sono arcinoti, pubblicati ovunque, in internet e non solo, mi chiedo : “quale molla Vi spinge a persistere in una simile deprecabile ed autolesionistica... abitudine ?”

Forse perche’ molte acque minerali hanno nomi di Santi ? non credo! Allora, ovviamente, pensate che l’acqua del rubinetto sia in realta’ inquinata, pericolosa per la salute, soprattutto per quella dei “vostri bambini”, nonostante vi venga costantemente spiegato, assicurato, che cio’ non e’ vero. Ma a farlo sono le “autorita’ , e quindi non ci credete, pero’ se una “multinazionale” dell’acqua vi assicura che quella bottiglia d’acqua vi allunghera’ la vita, ve la bevete, in tutti i sensi, e cio' nonostante che, di norma, le “multinazionali” sono additate come causa e fonte di ogni nefandezza.

Temo di avere una triste risposta: la credibilita’ delle Autorita’, tutte, e’ scesa ad un tale infimo livello per cui, qualsiasi cosa affermino, pensate che sia falso, che nasconda qualche fine recondito, che qualcuno ci “mangi”.

La fiducia nelle istituzioni e’ ridotta a meno di zero, la loro autorevolezza e’ stata sommersa, schiacciata, da decenni di pseudo politica, da indifferenza e miopia, cammuffate da “discorsi sui massimi sistemi”, da incapacita’ amministrativa ed organizzativa, da punti di vista talmente limitati che non si estendono mai oltre la scadenza della legislatura in corso.

Cosi’, essendo divenuti incomprensibili gli scopi delle istituzioni, o meglio, di quelli che le rappresentano e che vengono democraticamente eletti, diventa automatico, quasi ovvio, affidarsi ad altri i cui scopi sono, per lo meno, chiari e definiti, produrre, vendere, guadagnare, fosse pure una “multinazionale”.

In fondo e’ piu’ comprensibile, e quindi piu’ accettabile, uno che sai che ti vende qualcosa a cento o mille volte il suo valore, e che lo fa per arricchirsi, per farsi la Ferrari, certamente piu’ accettabile di qualcuno che ti tassa e ti dice che lo fa per il “bene comune” e fatichi a capire cosa ne faccia delle tue tasse, oltre a farsi la Ferrari.

 

                                                                                                         Bevete gente, bevete.

 

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