Osservatore   Anonimo

NULLA e' MAI quello che SEMBRA ESSERE..... Forse.

 

DIAMOCI UNA REGOLATA !

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 Da molto, molto, tempo ci viene insegnato che Dio creo' l'uomo a Sua Immagine e Somiglianza.

 Mi  sono giunte indiscrezioni circa il fatto che Dio stia cercando di scoprire l'autore della diceria e quindi  citarlo per diffamazione continuata , con l'aggravante dei motivi abietti.

 D'altro canto Pascal ci defini' "canne schiantate dal vento" ma piu' grandi del vento che ci schianta perche' siamo capaci di comprendere la forza che ci schianta.

 Ora provero' a dare una congrua collocazione all'umanita', nel contesto dell'universo che la ospita.

 Noi, Homo Sapiens Sapiens, rappresentiamo il risultato dell'ultima,  sperimentazione, (cronologicamente parlando), delle  tecniche di sopravvivenza messe in atto da un fenomeno noto come Vita Organica, iniziato, su questo pianeta, circa 3,5 miliardi di anni orsono.

 E' possibile che il fenomeno "vita" abbia origini molto lontane, all'interno delle  nubi  interstellari di gas e polveri,  dove, sotto la luce rovente di stelle neonate, si formano molecole organiche, anche molto complesse. Poi quelle molecole, accumulate nei ghiacci delle comete, tornano verso la stella madre ad inseminare i pianeti appena formati

                                     Ed ora  vi prego di prestare attenzione, poiche' io non conosco l'arte di essere chiaro

                                                                                     per chi non vuole essere attento .                                                  

LA VITA 

Perche' la vita possa svilupparsi deve trovare un ambiente ben definito, la temperatura deve essere compresa nell' intervallo in cui l'acqua e' liquida, non  deve essere esposta a radiazioni ionizzanti ed anche la luce della stella deve essere compresa entro le lunghezze d'onda meno energetiche, un fotone ultravioletto trasporta sufficiente  energia per spezzare i fragili legami molecolari della vita.

Soltanto un oceano profondo puo' garantire condizioni cosi' stringenti, quindi il pianeta deve avere vasti oceani, non troppo caldi, perche' possa ospitare la vita, e condizioni simili si verificano soltanto in una stretta fascia attorno ad una stella come il Sole, questa fascia e' situata approssimativamente tra i cento ed i duecento milioni di chilometri dalla stella. Poco piu' vicino  la temperatura e' troppo alta e le radiazioni troppo intense, l'acqua evapora e le radiazioni sterilizzano la superficie.  Poco piu' lontano e la temperatura e' troppo bassa, l'acqua congela e le reazioni chimiche della vita non possono aver luogo.

Ma cos'e' la vita ? Apparentemente e' un fenomeno che viola un principio fondamentale della fisica, l' Entropia; tutto,  nell'universo, tende a raggiungere uno stato di minima energia, il calore si trasmette tra gli atomi, si distribuisce in un volume di spazio sempre maggiore e la temperatura diminuisce sino ad essere eguale ovunque. Il concetto di entropia puo' essere meglio abbordato definendola come la tendenza a raggiungere uno stato di "massimo disordine" oppure di " minima informazione ". Trovandosi in una citta' e' facile stabilire la propria posizione, l' informazione necessaria per distinguere un punto da un altro e' sovrabbondante, ecco  il minimo dell'entropia, come il nucleo di una stella in piena fusione nucleare. Trovandosi nel deserto l' informazione e' molto piu' scarsa, pero' le dune sono ancora identificabili e distinguibili, ecco un po' piu' di entropia. In mezzo ad un ocenao non ci sono piu' riferimenti fissi, solo la direzione del moto delle onde fornisce un indizio piuttosto labile, ancora piu' entropia. Se l'oceano congela in una lastra piana diventa praticamente impossibile distinguere un punto dall'altro. L'universo raggiungera' il massimo dell' entropia quando non sara' piu' possibile distinguere un punto qualsiasi da un altro qualsiasi, le stelle saranno spente le galassie dissolte, e ci sara' solo un brodo uniforme di particelle prive di moto.

E la vita ? Quando inizia a svilupparsi utilizza materia disorganizzata e la trasforma in insiemi organizzati, inizia in un brodo informe quasi privo  di " informazione " e genera piccoli universi ricchissimi di informazione, sembra andare in salita contro la discesa dell'entropia.

In realta' non e' cosi' , la vita trae l' energia necessaria alla sua organizzazione sottraendone un po' dal flusso di energia proveniente dalla stella, la parte che sottrae a questo flusso viene in definitiva degradata prima ancora che abbia il tempo di farlo disperdendosi nello spazio interstellare. Nel bilancio generale non e' cambiato nulla. Soltanto infinitesime fluttuazioni locali in un flusso con un'unica destinazione.

   

LA TERRA ed IL SISTEMA SOLARE

                                        

A proposito di fenomeni trascurabili, avete mai preso in considerazione le proporzioni reali dell' universo che ci circonda ? Percepite realmente le distanze interplanetarie, interstellari, intergalattiche ?

Ci guardiamo attorno e vediamo una citta' ,una piccola parte di una citta',  palazzi, strade, piazze e gente, se vogliamo farci un'idea complessiva della citta' dobbiamo ricorrere ad una pianta topografica, oppure dobbiamo levarci in volo, oppure costruiamo un plastico in scala della citta'. ora facciamo due calcoli e costruiamo un modello in scala del sistema solare.

La terra e' una sfera di circa 12.000 chilometri di diametro ( 12.756 per la precisione )  cioe' 12 milioni di metri, riduciamola ad una sfera di un metro e venti di diametro, cioe' in scala 1:10.000.000.

Ora riempiamo gli oceani, profondita' media 3.000 metri , ovvero 3 milioni di millimetri, in scala 1:10.000.000 sono 0,3 millimetri, cioe' appena un velo di umidita' dello spessore di tre decimi di millimetro , a questa scala la Fossa delle Marianne (13.000 metri ) e' una rughetta profonda 1,3 millimetri e l'Everest e' alto 0,9 millimetri scarsi.

A questa scala la Terra e' una sfera quasi perfettamente levigata, piante, animali ed uomini hanno dimensioni batteriche, una infezione superficiale, muffe e batteri. 

Ora mettiamo l'atmosfera, spessore 60 chilometri, cioe' 6.000.000 di centimetri, in scala 1: 10.000.000 fanno 0.6 centimetri , sei millimetri, quindi tutta l'atmosfera e' costituita, nel nostro modellino, da un velo d'aria dello spessore di 6 millimetri che avvolge la sfera di 120 centimetri di diametro.

La Stazione Spaziale Internazionale ( ISS ), che orbita a 400 chilometri dalla superficie terrestre, nel modellino si trova a 4 centimetri dalla superficie levigata della sfera, e , quando sara' completata misurera' poco piu' di un centesimo di millimetro.

I satelliti sincroni per le telecomunicazioni sono distribuiti sul piano dell'equatore ad una distanza di 36.000 chilometri dalla superficie terreste, in scala 1:10.000.000 diventano 3,6 metri nel modello che stiamo costruendo.

Ora cominciamo ad allontanarci veramente dalla Terra:

 la Luna, 3475 chilometri di diametro orbita a 384.000 chilometri dalla terra, e' una palla di  circa 35 centimetri di diametro in orbita a poco piu' di  trentotto  metri dal nostro modello di Terra.

Il sole che e' una sfera di fuoco nucleare con un diametro di  1.392.000 chilometri  e dista 149.600.000  chilometri dalla Terra, diventa una sfera di  140 metri scarsi di diametro a quindici chilometri dal modellino della Terra.

Tra la Terra ed il Sole si trovano due pianeti, Mercurio 49 cm di diametro distante 5,8 chilometri dal sole 

e Venere 1,21 metri di diametro  ( come la Terra ) ad 11 chilometri dal Sole.

Oltre l'orbita della Terra altri sei pianeti completano il Sistema Solare, mettiamoli in ordine nel nostro modello:

Marte 68 cm di diametro 22,7 chilometri dal Sole.

Giove: ( il primo dei giganti gassosi), 14, 2 metri di diametro, a 78 chilometri dal Sole.

Saturno: ( il secondo gigante gassoso circondato dai notissimi anelli ) 12 metri di diametro a 143 chilometri dal Sole.

Urano: 5,1 metri di diametro a 287 chilometri dal Sole

Nettuno: 5 metri di diametro a 450 chilometri dal Sole

Ed infine Plutone: 23 centimetri di diametro ad una distanza media dal sole di 587 chilometri.

Ci sono poi circa 80 satelliti  in orbita attorno alla maggior parte dei pianeti, ed infine molti milioni di asteroidi, con orbite comprese in una fascia,  tra l'orbita di Marte e quella di Giove.

Ora diamo un'occhiata d'insieme al nostro " modellino ", copre un cerchio di quasi 1200 chilometri di diametro, circa la lunghezza dell' Italia.

 Se mettiamo il Sole a Roma,in Piazza S.Pietro, l'orbita di Plutone, a NORD, passa oltre le Alpi,  a SUD, oltre la Siclia e sulla Libia, ad EST raggiunge i Balcani e la Grecia, ad OVEST  passa al centro del Mediterraneo quasi sino alle Baleari.

Come si vede nella Cartina qui sotto :

 

 Le orbite dei tre pianeti piu' interni, Mercurio, Venere e Terra, sono troppo piccole per poterle rappresentare su questa cartina a questa scala, in pratica sarebbero contenute entro la citta' di Roma.

Le orbite di tutti i pianti del Sistema Solare sono ellittiche ma a questa scala sono circolari, fa eccezione  Plutone la cui orbita e' in realta'  molto piu' ellittica di quelle di tutti gli altri pianeti, al punto che quando Plutone e' all' Afelio ( il punto piu' lontano dal Sole ) si trova a 7.304.000.000 ( sette miliardi e trecentoquattromililioni ) di chilometri dal Sole, mentre quando e' al Perielio ( il punto piu' vicino al Sole ) si trova a 4.435.000.000 ( quattro miliardi e quattrocentotrentacinque milioni ) di chilometri dal Sole, quindi all'interno dell'orbita di Nettuno.

La superficie  coperta dal cerchio, descritto dall'orbita di Plutone, nel nostro modellino in scala 1:10.000.000 del Sistema Solare, e' di  circa  1.082 Miliardi di metri quadrati, il Sole ne occupa 15.400 e tutti i pianeti, ,messi insieme, ne occupano 315.

Se consideriamo invece la massa del Sistema Solare oltre il 99,9 % della massa totale e' rappresentata dal sole e tutti i pianeti messi insieme arrivano a stento allo 0,1% del totale.

Insomma, il Sistema Solare   e' sostanzialmente vuoto e, quel poco che non e' vuoto, e' concentrato nel Sole, i pianeti sono un po' di segatura avanzata dalla costruzione del sole.

Per estendere il nostro modellino oltre il sistema solare dobbiamo fare i conti con distanze che non e' piu' possibile misurare in chilometri, i numeri risultanti sono troppo grandi, troppi zeri, dobbiamo allora introdurre  un'altra unita' di misura, l'Anno Luce.

 

LA VELOCITA' DELLA LUCE

                                                          

La luce, come tutte le radiazioni elettromagnetiche, viaggia, nel vuoto, alla spaventosa velocita' di circa 300.000 chilometri al secondo, sulla terra puo' essere considerata istantanea, ma appena ci allontaniamo dalla terra la musica cambia, e di molto.

In un minuto ci sono 60 secondi, quindi Un Minuto Luce equivale a  18.000.000 (diciotto milioni ) di chilometri.

In un'ora ci sono 3600 secondi, quindi un'Ora Luce equivale  1.080.000.000 ( un miliardo e ottanta milioni ) di chilometri.

In un giorno ci sono 86.400 secondi, quindi un Giorno Luce equivale a  25.920.000.000 ( venticinque miliardi e novecento milioni ) di chilometri.

In un anno ci sono 31.536.000 secondi, quindi un Anno Luce equivale a 9.460.800.000.000 ( novemilaquattrocentosessanta miliardi e ottocento milioni ) di chilometri.

Ridefiniamo con la nuova unita' di misura qualche distanza all'interno del sistema solare: 

La Luna dista dalla terra  circa 400.000 chilometri = 1,2 secondi luce.

La terra dista dal sole circa 150.000.000 (centocinquanta milioni) di chilometri = 8.33 minuti luce

Plutone dista dal sole ( all'afelio, nel punto della sua orbita piu' lontano dal sole ) 7.304.000.000 ( settemiliardi e trecentoquattro milioni ) di chilometri = 406 minuti = 6 ore e 46 minuti luce.

Per attraversare l'intero sistema solare occorrono 13 ore e 32 minuti, alla velocita' della luce. 

La " spaventosa" velocita' della luce diventa piccola cosa, non appena la si confronta con le distanze cosmiche. 

Ma e' possibile sperimentarne la lentezza anche qui sulla terra;  talvolta, facendo una telefonata internazionale, accade di sentire l'eco della propria voce, cio' accade perche' la comunicazione passa attraverso un satellite in orbita sincrona, a 36.000 chilometri dalla terra, le onde radio viaggiano alla velocita' della luce, quindi il segnale va dal mio telefono al satellite, dal satellite all'altro telefono, rientra dall'auricolare al microfono, torna al satellite e dal satellite al mio telefono, in tutto circa 150.000 chilometri cioe' 0.5 secondi luce, quindi io posso riascoltare le mie parole circa mezzo secondo dopo averle pronunciate.

 

 

 OLTRE IL SISTEMA SOLARE

                                                                   

Le due sonde Voyager, che hanno lasciato la Terra  oltre 30 anni fa',  dopo aver  fotografato ed analizzato la maggior parte dei Pianeti esterni, ed averne sfruttato i campi gravitazionali come  fionde, stanno oltrepassando, ora, i confini del Sistema Solare, per non farvi mai piu' ritorno.

Sono tuttora in funzione, alimentate non  dall'energia solare, che, laggiu' dove sono giunte,  e' disponibile in quantita' minima, ma da due piccoli reattori nucleari a decadimento ( SNAP ) che le terranno in vita per alcuni altri decenni.

Ma dove stanno andando le due Voyager ?

Oltre l'orbita di Plutone , sino ad una distanza di circa un Anno Luce, si estendono due zone, la Fascia di Huyper e la Nube di Oort, in cui orbitano milioni di Comete, i resti ghiacciati  dei gas che formavano la nube interstellare dal  cui collasso  si e' formato il Sole e tutto il Sistema Solare.

Talvolta le perturbazioni gravitazionali  indotte da stelle vicine ( si fa per dire ) modificano le orbite delle Comete e le portano ad attraversare il sistema solare interno, dove prima o poi  vengono distrutte dai passaggi ravvicinati col Sole o da collisioni coi pianeti.

Una delle ipotesi sull' origine della vita sulla Terra, prevede che le comete contengano molecole organiche, ( formatesi nello spazio interstellare, come accennato prima )  che, rimaste congelate lontano dal Sole, possano essere state portate intatte sui pianeti dalle collisioni con le comete, ed avervi trovato l'ambiente adatto allo sviluppo della vita.

Ed oltre ?

La stella piu' vicina si trova a Quattro Anni Luce dal sistema solare  37.843.200.000.000 ( trentasettemilaottocentoquarantatre miliardi e duecento milioni ) di chilometri. Il suo nome e' Proxima Centauri , e' visibile soltanto dall'emisfero australe (Sud) e fa parte di un sistema stellare formato da tre stelle di cui due ( Alpha e Beta Centauri ) ruotano in coppia in orbite molto ravvicinate mentre la terza gravita attorno alle altre due ad una distanza molto maggiore.

Non sembra che il sistema del Centauro comprenda pianeti, pero' potrebbero esisterne di troppo piccoli per poter essere rilevati con gli attuali sistemi di osservazione.

E poi ?

La foto qui sotto a sinistra mostra una piccolissima parte del cielo, la maggior parte delle  stelle visibili fa parte della nostra Galassia ( la Via Lattea ), ma alcune sono galassie lontane, come quella che si vede nella foto di destra qui sotto.

La nostra Galassia ha piu' o meno la forma di quella qui sopra a destra, e' una spirale a braccia multiple, ha un diametro di circa CENTOMILA ANNI LUCE  ed e' formata da centinaia di miliardi di stelle.

Il nostro Sole si trova alla periferia di uno dei bracci della spirale, ovviamente non possiamo vedere la Via Lattea dall'esterno, dato che ne facciamo parte, pero' chi vive lontano da una citta' ( molto lontano ), nelle notti estive puo' vedere una striscia luminescente che attraversa il cielo, non e' altro che il braccio della Via Lattea, la Galassia di cui facciamo parte.

Ora una digressione:

Sono convinto che il danno piu' grave che l' inquinamento atmosferico produce all' uomo non sia di tipo biologico ma piuttosto di tipo psicologico, persino culturale.

Personalmente non posso dimenticare una notte d'estate in cui, camminando sulle alture di una citta' di mare, alzai gli occhi al cielo e per alcuni minuti non fui piu' in grado di abbassarli, ebbi la sensazione di essere in piedi su di un minuscolo sasso ed intorno a me splendeva un universo infinito. 

Da allora, ero un ragazzetto, non sono piu' riuscito a dimenticare quella sensazione indescrivibile e non l'ho dimenticata, attraverso gli anni,  nemmeno mentre le luci delle citta' e lo smog rendevano sempre piu' difficile vedere quello spettacolo.

Ed ancor meno posso dimenticare l'esclamazione di mio figlio, cresciuto in citta' o quasi, quando in barca, all'ancora in una cala di un' isoletta disabitata del Tirreno centrale, alzando lo sguardo, vide per la prima volta uno dei piu' splendenti cieli estivi che io stesso avessi mai visto.

Ormai un paio di generazioni sono cresciute, altre stanno crescendo e molte altre cresceranno, senza aver mai avuto occasione di vedere il vero aspetto dell'universo che ci circonda, private della possibilita' di confrontarsi fisicamente con l'immenso, freddo, meraviglioso spettacolo di milioni di soli splendenti, lontanissimi nello spazio e nel tempo, e' facile, senza questa prospettiva immensa, attribuire importanza vitale a cose, idee ed esperienze che, viste in una prospettiva loro piu' consona, apparirebbero nella loro reale dimensione relativa.

Per me quel cielo stellato e' stato certamente una componente fondamentale della inesauribile necessita' di conoscere e comprendere che mi accompagna da tutta la vita, pur nella consapevolezza che il conoscibile non solo ha dimensioni immense, ma che si espande col progredire della conoscenza stessa.

Quanti uomini, alzando lo sguardo al cielo, hanno iniziato il loro viaggio nella conoscenza, contribuendo per la loro parte  al cammino dell' umanita' intera ?

Quale viaggio potranno mai intraprendere uomini che, alzando lo sguardo al cielo, vedranno soltanto una coltre di caligine soffusa della luce giallastra delle lampade al sodio ?

La risposta ovvia non mi piace.

Fine della digressione.             

 

UNA DOVEROSA RETTIFICA

 

Il Sistema solare ha "cambiato casa" - La determinazione dell'esatta “forma” della nostra galassia, la Via Lattea, e della nostra posizione al suo interno è da sempre un difficile problema per gli astronomi. Questo è dovuto principalmente al fatto che ci troviamo al suo interno e dalla necessità di avere misure accurate delle distanze delle miliardi di stelle che la costituiscono. 

Grazie alle osservazioni realizzate negli ultimi anni si è compreso che la Via Lattea è una galassia di tipo a spirale barrata, che ha quindi una serie di bracci a spirale che partono dal centro, un nucleo molto allungato a forma di barra. 

All'interno di questa enorme struttura il Sistema Solare si trova in una posizione molto periferica, nel cosiddetto braccio Locale o di Orione. Non si tratterebbe neppure di un vero braccio, piuttosto di una protuberanza, uno sperone, del principale braccio del Sagittario.

Nuove misurazioni realizzate dal 2008 al 2012 grazie al Very Long Baseline Array (Vlba), il più grande radiotelescopio al mondo, hanno ora permesso di ricostruire una nuova immagine più accurata della forma della Via Lattea. 

La nuova mappa ha di fatto "promosso" la posizione del Sole: il cosiddetto braccio Locale non sarebbe una semplice protuberanza bensì una struttura più importante, forse una diramazione del braccio di Perseo oppure un piccolo braccio indipendente. 

  La forma della Via Lattea è quella di una galassia spirale barrata, ovvero una galassia composta da un nucleo attraversato da una struttura a forma di barra, dalla quale si dipartono i bracci che la avvolgono a spirale, che seguono un andamento logaritmico, vedi immagine sotto :

                                                                 

 

 

OLTRE LA GALASSIA

 

Oltre la nostra Galassia, nelle immediate vicinanze, incontriamo due altre piccole galassie di forma irregolare, la Grande e la Piccola Nube di Magellano, sono due piccoli sistemi stellari satelliti della Via Lattea.

Poi abissi di vuoto di milioni di anni luce, la Galassia piu' vicina e' Andromeda, molto simile alla Via Lattea e distante circa due milioni e tracentomila anni luce ,  oltre le galassie sono raggruppate in ammassi di migliaia di galassie, che a loro volta formano super ammassi di milioni di galassie.

La distribuzione delle galassie nell'universo assomiglia a quella di una spugna, grandi alveoli vuoti circondati da filamenti e pareti sottili. fatti di galassie, centinaia di miliardi di galassie composte ognuna da centinaia di miliardi di stelle, per una profondita', in ogni direzione, di una quindicina di miliardi di anni luce.

Ma a questo punto non stiamo piu'  guardando soltanto nello spazio, stiamo spingendo lo sguardo nel tempo, nel passato dell'universo.

La luce delle stelle della galassia di Andromeda, che vediamo oggi, ha viaggiato nello spazio intergalattico per due milioni e trecentomila  anni, quindi l'immagine di quella galassia che vediamo ora e' in realta' l' aspetto che aveva un milione di anni fa', al tempo in cui i nostri antenati avevano assunto da poco la posizione eretta, i cambiamenti intervenuti nel frattempo ci raggiungeranno nel corso del prossimo milione di anni, il tempo in cui noi ......  chi lo puo' prevedere ?

Quindi gli oggetti visibili piu' lontani appartengono al periodo in cui l'universo si era appena formato dal Big Bang.

Nell'universo esistono miliardi di miliardi di miliardi di stelle, anche se una sola per milione fosse simile al Sole, e se attorno a solo uno per milione di questi Soli orbitassero pianeti, e se anche solo uno per milione di di questi pianeti fosse simile alla Terra, e se anche su una Terra per milione fosse sorta la vita, nella storia dell'universo potrebbero essersi evolute miliardi di civilta', ed in questo stesso istante miliardi di intelligenze potrebbero alzare gli occhi al cielo stellato e porsi le nostre stesse domande.

Le speranze di incontrarci, anche solo di comunicare, sono infinitesime, gli abissi di tempo e spazio che ci separano sono troppo grandi, ma c'e' tutto il tempo per sperare e soprattutto per capire.

Ed infine un'ultima considerazione sull' universo di cui facciamo parte;

 

IL TEMPO

 

La definizione di " velocita' "  e'  "spazio diviso tempo "; trecento chilometri percorsi in tre ore danno una velocita' di cento chilometri/ora. 

In questa elementare formula, spazio e tempo figurano come quantita' costanti, indipendenti e misurabili, cio' era vero sinche' Einstein non formulo'  la Teoria della Relativita' .

Secondo la  relativita' man mano che la velocita'  di un oggetto si avvicina a quella della luce avvengono alcune modificazioni di parametri fondamentali, la massa dell'oggetto aumenta sino a diventare infinita, l'oggetto si contrae nella direzione del moto sino a divenire bidimensionale, il tempo rallenta sino a fermarsi.

Di tutti e tre i fenomeni esistono prove sperimentali inconfutabili, i primi due si sperimentano negli acceleratori di particelle, piu' veloci sono i fasci particelle accelerate piu' energia occorre per aumentarne la velocita'.

Quando una particella, accelerata ad una velocita' prossima a quella della luce, colpisce gli atomi del bersaglio si comporta come se fosse un disco piatto e non come un oggetto quasi puntiforme.

La contrazione del tempo e' stata misurata facendo volare due orologi atomici, su due aerei in direzioni opposte,  attorno all'equatore in modo che la velocita' di uno si sommasse alla velocita' di rotazione della terra mentre la velocita' del secondo si sottraesse da questa. Il tempo misurato dai due orologi risulta piu' breve qundo l'aereo vola da ovet verso est, cioe' sommando la sua velocita' a quella della terra.

Un'altra prova, clamorosa, della contrazione del tempo e' data da un fenomeno naturale; quando i raggi cosmici ( che sono nuclei atomici ed altre particelle provenienti dallo spazio interstellare ) entrano nell'atmosfera terreste collidono con gli atomi  dell'atmosfera, tra i prodotti della collisione vi sono particelle molto instabili che decadono dopo pochi milionesimi di secondo, quindi, viaggiando quasi alla velocita' della luce, dovrebbero decadere dopo aver percorso al massimo qualche metro, invece quelle particelle vengono rilevate al suolo, oltre sessanta chilometri piu' in basso. La spiegazione e' semplice, il tempo della particella e' rallentato dalla sua velocita' percio' , mentre per la particella e' trascorso un milionesimo di secondo, per noi, che la osserviamo da "fermi" e' trascorso un tempo decine di migliaia di volte piu' lungo.

Ma se il tempo non e' piu' una costante vacillano molte delle nostre piu' solide ed intuitive percezioni, occorrono nuovi occhi per guardare l'universo e per valutare la nostra posizione relativa.

E non e' finita, la Meccanica Quantistica, nata contemporaneamente alla Relativita' definisce le particelle e le loro relazioni come fenomeni statistici, come probabilta'; cio' non piaceva ad Einstein che in proposito, affermo'  " Dio decreta , non gioca a dadi ".

Effettivamente alcune previsioni della Meccanica Quantistica appaiono assolutamente paradossali, e sino a pochi anni orsono erano assolutamente inverificabili sperimentalmente.

Cio' pero' non ha impedito che venissero realizzati dei componenti elettronici ( i diodi ad effetto tunnel, usati comunemente per produrre oscillatori a microonde ) che funzionano proprio grazie ad un principio di Meccanica Quantistica per cui un elettrone viene definito come la probabilita' di trovarlo in un certo volume di spazio e non come un oggetto puntiforme.

Intanto, negli ultimi anni , l'affinamento delle tecniche sperimentali ha permesso di effettuare alcune verifiche, ed i risultati confermano le piu'  incredibili previsioni della teoria quantistica., si va dal teletrasporto di atomi alla trasmissione istantanea (senza che trascorra tempo ) di informazione tra particelle lontane a piacere.

Si annuncia un universo di cui probabilmente soltanto un nuovo Einstein potra' elaborare teorie ed equazioni soddisfacenti.

Ma se il tempo ci abbandona come unita' di misura e' l'intera struttura delle nostre piu' radicate certezze che vacilla, occorre una nuova, profondamente diversa, visione del mondo di cui facciamo parte.

E' ora di darci una regolata, e' ora di smetterla di nasconderci dietro le gonne di Dio, e' ora di accettare pienamente la nostra condizione, e' ora di smetterla di chiederci, come Gaugin, " Chi siamo ? Da dove veniamo? Dove andiamo ? ", e' ora di accettare le sole risposte possibili a queste domande : Non siamo nessuno, Non veniamo da nessuna parte, Non andiamo in nessun luogo, ma piu' semplicemente esistiamo, siamo qui, ora, ma abbiamo l'infinita capacita' di provare a comprendere cio' che siamo, abbiamo la "coscienza di essere" e cio' ci rende diversi, unici, tra le specie viventi che conosciamo, ho detto diversi, non migliori.

E' ora di darci una regolata, proviamo ad ascoltare le parole che Dante fa pronunciare ad Ulisse per incitare il suo equipaggio: 

" Fatti non foste a viver come bruti, ma per seguir virtute e conoscenza " 

Proviamo a ricordare, sempre, che siamo esseri viventi e che come tali siamo spinti dalle due necessita' fondamentali della vita, sopravvivere e riprodursi, od ancora meglio : "sopravvivere sino a riprodursi ", trasmettere nel tempo la nostra vita, assicuraci con cio' una forma, sia pur illusoria, di immortalita'.

Non dimentichiamo mai che, con la nostra vita, possiamo, dobbiamo, trasmettere anche cio' che ci rende diversi da ogni altra specie vivente, la coscienza di essere, la sete inesauribile di conoscere, e cio' non in vista di paradisi terreni od ultraterreni, non nel nome questa o quella divinita', ma semplicemente perche' noi siamo questo, nulla di pu' nulla di meno.

Diamoci una regolata,  solo la percezione della nostra infinitesimale piccolezza ci puo' dare la reale portata della nostra forza.

Le pene e gli affanni quotidiani sono il prezzo della nostra fragilita' fisica, la coscienza rende piu' penosa la sofferenza perche' ci spinge a chiedercene il perche' e lo scopo, ma e' solo la coscienza che puo' darci la gioia inesauribile di comprendere, la capacita'  di guardare l'universo che ci circonda con i soli occhi che non possono essere accecati, quelli che ci da' l'intelligenza.

Smettiamola di pensare che l'universo ci guardi con gelida indifferenza, l'universo semplicemente non ci vede, ma noi lo osserviamo, con gli occhi dell'intelligenza, e questi sono gli occhi che non possiamo, che non dobbiamo mai abbassare.

E con cio' spero di essermi dato una regolata.

A proposito di regolate, la frase all'inizio del primo capitolo e' presa pari pari dal "Contratto Sociale" di Jean Jaques Rosseau.

 

 

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