Osservatore   Anonimo

NULLA e' MAI quello che SEMBRA ESSERE..... Forse.

INGEGNERIA ? GENETICA ?

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Tes_120.jpg (24462 byte)       Come avrete notato, se avete letto gli articoli precedenti,  ho l'abitudine di iniziare il discorso partendo da lontano, da molto lontano, questa volta ho deciso di esagerare. 

Quando la temperatura degli oceani sulla Terra discese al di sotto la temperatura di ebollizione dell'acqua, i componenti base della materia organica iniziarono a combinarsi in molecole sempre piu' complesse.

      Cio' accadde tra i tre ed i tre virgola cinque miliardi di anni orsono, o forse ancora prima, man mano che la temperatura si abbassava si potevano formare molecole sempre piu' complesse, al di sotto dei 45 gradi divenne possibile l'aggregazione degli amminoacidi in proteine, la vita poteva iniziare.

 

 Che i componeti base della vita fossero presenti e si siano spontaneamente aggregati negli oceani primordiali della Terra o che, come alcuni ipotizzano, vi siano giunti dallo spazio, trasportati dalle code delle comete, poco importa, resta il fatto che la vita sulla terra era iniziata.
Caratteristica fondamentale degli organismi viventi e' qualla di sapersi riprodurre, cioe' di generare organismi eguali a se stessi, organizzando la materia "inerte" in composti organici, e di utilizzare tali composti per costruire altri organismi.
Se quello della riproduzione fosse un meccanismo perfetto ed esente da errori, oggi, gli oceani della terra sarebbero probabilmente sterili, od al piu' popolati, nelle parti piu' profonde, da alghe azzurre microscopiche, tutte perfettamente identiche a se stesse, sempre che le condizioni ambientali non fossero mutate granche' dal momento della "nascita" del primo individuo della specie, ma in realta' sono mutate.
Le alghe azzurre, o meglio, una serie di specie primordiali, simili alle attuali alghe azzurre, non respiravano ossigeno, dato che all'epoca l'atmosfera della terra non ne conteneva affatto, ma ricavavano l'energia, necessaria al loro  metabolismo, da processi fermentativi che avevano come sottoprodotto principale l'ossigeno, velenosissimo per gli organismi stessi che lo producevano come escremento.
Le alghe azzurre, nostri illustri antenati,  diedero cosi' luogo al primo esempio di inquinamento su scala planetaria, l'atmosfera fu progressivamente inquinata dall'ossigeno, tossico perche' estremamente reattivo, che, sciogliendosi nell'acqua, avrebbe portato all'estinzione la specie stessa che lo aveva prodotto,  ma....
Il meccanismo della riproduzione e' piuttosto impreciso, quando le catene di DNA, che contengono le informazioni codificate di tutto l'organismo, vengono duplicate durante la mitosi, le copie, spesso contengono errori di trascrizione, se gli errori sono grossolani e' probabile che l'organismo che ne risulta non sia in grado di sopravvivere, l'errore morira' con lui.
Ma se l'errore rigauarda zone del genoma che non codificano proteine essenziali per la sopravvivenza, l'organismo vive ed i suoi discendenti porteranno, nel loro patrimonio genetico, una copia del gene mutato, cosi' , poco a poco, una singola specie accumulera' una serie di "differenze innocue" che finiranno col definire specie molto diverse dall'originale.
Tra i discendenti mutanti delle primordiali alghe azzurre ve ne erano certamente alcuni che avevano la curiosa, ed allora inutile, capacita' di isolare l'ossigeno senza farsene intossicare, cosi' man mano che l'ossigeno disciolto nell'acqua aumentava, sopravvivevano, in quell'ambiente mefitico,  soltanto gli individui mutanti, i loro discendenti, continuando a commettere errori di copia, finirono col produrre individui capaci non solo di resistere all'ossigeno, ma addirittura di utilizzarlo per ricavarne energia, era iniziata l'era della respirazione, del metabolismo aerobico, la Terra era ormai irrimediabilmente inquinata.
Questo meccanismo, che agisce a livello molecolare del DNA, e' ovviamente quello che produce i mutamenti adattativi che Charles Darwin descrisse come "Evoluzione della Specie", si tratta in ultima analisi di una sorta di   "conservatoria degli errori innocui".
 Sinche' non intervengono mutamenti ambientali tali da sfavorire gli individui "normali" e da favorire i "mutanti" le differenze rimangono quiescenti.
Quando invece intervengono mutamenti ambientali, ( pressioni selettive ), e se le mutazioni accumulate hanno prodotto un numero sufficiente di individui dotati di caratteristiche tali da renderli atti a prosperare nelle nuove condizioni, questi individui sostituiranno, piu' o meno rapidamente, tutti gli altri.
Una nuova specie prendera' il posto della vecchia occupandone l'habitat, e, sfruttando le risorse liberate dalla drastica diminuzione del numero di individui, si moltiplichera' rapidamente, iniziando ad accumulare nuove differenze, nuovi "errori innoqui"
Vi sono molti altri meccanismi, oltre agli errori di copia, che possono mutare la struttura dei geni :
- Le radiazioni ionizzanti capaci di spezzare i legami atomici delle molecole.   
- L' inclusione negli amminoacidi, che compongono il DNA, di isotopi instabili che, decadendo, provocano una ristrutturazione        della molecola di cui facevano parte.                                                                                            
 - Lo scambio di parti di geni o l'inserimento di interi geni, nel DNA di una cellula ospite, operato dagli enzimi introdotti da un virus o da organismi procarioti ( cellule prive di nucleo ).   
- Un virus che infetta i batteri ( il Batteriofago )   ogni volta che viene riprodotto in un batterio ingloba parti del DNA del batterio stesso e lo rilascera' in un altro batterio alla prossima infezione, sembra che questo sia almeno uno dei meccanismi responsabili della trasmissione tra batteri della resistenza agli antibiotici.                                                    
- Ed altri ancora, piu' o meno noti e certamente altri ancora completamente ignoti.
Un aspetto apparentemente curioso della storia della vita sulla Terra e' che, per oltre tre miliardi di anni, la vita fu presente esclusivamente nei mari, dove aveva avuto origine. Ancora meno cinquecento milioni di anni orsono la terraferma era assolutamente priva di vita, ne' vegetali ne' animali, ne' microorganismi di alcun genere vi potevano vivere, sia per l'assenza dell' acqua, indispensabile alla vita, sia per l'intensita' della radiazione solare, soprattutto la frazione ultravioletta, i cui fotoni hanno energia sufficiente a spezzare i deboli legami atomici che strutturano i composti organici di cui sono costituite le complesse e delicate molecole della vita.
Quali possano essere state le pressioni selettive che spinsero le forme di vita acquatiche a colonizzare la terra possiamo immaginarlo, prima di tutto, il progressivo aumento dell'ossigeno nell'atmosfera inizio' a formare la nube di ozono nell'alta atmosfera, l'ossigeno biatomico assorbe fotoni ultravioletti e si spezza in due atomi singoli di ossigeno, data la reattivita' dell'ossigeno libero, gli atomi si riaggregano rapidamente in molecole biatomiche e triatomiche, l'ozono, questo assorbe a sua volta luce ultravioletta per scomporsi nuovamente, e cosi' via all'infinito, il risultato complessivo e' una diminuzione netta della luce ultravioletta che giunge sulla superficie del pianeta, rendendola meno letale per la vita.
Ma non basta che esista un ambiente meno inospitale per attrarre la vita, occorre che esistano organismi in grado di abitarlo ed occorre una "spinta", un' occasione, e l'occasione la forni' probabilmente la Luna. La Terra ha il piu' grande satellite di tutto il sistema solare ( in rapporto alla sua dimensione ), al punto che alcuni considerano il sistema Terra-Luna una sorta di pianeta doppio, piu' che un normale  sistema primario-satellite.
La presenza della Luna produce le maree, estesissime zone costiere dei continenti sono soggette ad un regime alterno di immersione ed emersione, in queste zone possono essersi ambientate specie, dapprima vegetali, capaci di resistere a molte ore di assenza d'acqua, poiche' l'ambiente era certamente estremamente duro, solo poche specie potevano lentamente adattarvisi, godendo pero' di una relativa immunita' dai predatori certamente meno abbondanti, o del tutto assenti, che nel normale habitat marino.
Le nuove piante, sfruttando la maggior quantita' di luce solare, disponibile sulla terra emersa rispetto all'ambiente subacqueo, poterono riprodursi piu' rapidamente ed in maggior numero, e questo sviluppo contribui' ad aumentare la quantita' di ossigeno nell'atmosfera, ( le piante, durante il giorno usano luce solare per scomporre acqua, usano l'idrogeno per produrre carboidrati  liberando ossigeno nell'atmosfera, durante la notte, invece, respirano come tutti gli esseri viventi e liberano anidride carbonica consumando ossigeno).
Ovviamente un ritmo di riproduzione sempre piu' accelerato e riguardante un sempre piu' grande numero di individui, introduce un sempre maggior numero di "errori di copia" e quindi favorisce  il sorgere di una quantita' enorme di nuove specie capaci di colonizzare ogni tipo di ambiente.
Man mano che la colonizzazione vegetale procede, lungo le coste,  le paludi, le foci dei fiumi, i bassi fondali soggetti alle maree diventano ospitali per nuove specie animali capaci di adattarsi all'ambiente aereo, almeno per parte della giornata. Il numero delle specie aumenta e la colonizzazione animale di habitat sempre piu' estesi diviene possibile.
Quando in un ambiente interagiscono molte specie diverse, predatori e prede, la selezione genetica reciproca assume un ruolo molto importante, sopravvivono le prede che hanno caratteristiche tali da renderle capaci di sfuggire ai predatori, (colori, forme, velocita' ) e contemporaneamente sopravvivono i predatori piu' efficienti nella caccia ( velocita' , acuita' visiva, armi ).
Intanto tutti gli altri fattori mutageni, gia' accennati, continuano a produrre nuove caratteristiche, in attesa di pressioni selettive che le rendano utili, a volte mai.
Quando i primati sono comparsi, con essi si e' inaugurata una nuova serie di strategie adattative non soltanto genetiche.
La capacita' di formulare un pensiero astratto, e di trasformarlo in azioni ed oggetti, grazie alle mani col pollice opponibile, ha datto ai primati la capacita' di interagire con l'ambiente e quindi di adattarsi ai cambiamenti molto piu' rapidamente di qualunque specie precedente, cio' implica evidentemente la capacita' di modificare l'ambiente per adattarlo alle proprie esigenze.
Una breve digressione; l'uomo deve gran parte delle sue capacita' di pensiero astratto all'enorme sviluppo della corteccia cerebrale, questa parte del cervello, tanto sviluppata, avrebbe potuto rappresentare un vantaggio evolutivo molto prima di divenire la sede delle funzioni piu' elevate del pensiero, una maggior massa cerebrale facilita il raffreddamento dello stesso, ne evita il surriscaldamento e quindi il collasso, per esempio in occasione di una corsa per sfuggire ad un predatore.
L'uomo in origine era una preda, (piccolo, privo di zanne ed artigli, andatura bipede, quindi lenta ed inefficiente nella corsa) ma aveva alcuni vantaggi, quasi nessuna specializzazione alimentare, quindi possibilita' di alimentarsi in una varieta' di ambienti molto diversi, e soprattutto la capacita' di forgiare lame di selce in sostituzione degli artigli, di costruire trappole e poi lancie, archi e freccie per raggiungere le prede troppo veloci,   infine il fuoco.
Intanto procedeva il lavoro di selezione genetica praticato dall'uomo sulle altre specie, addomesticando animali e selezionando gli esemplari piu' adatti alle sue necessita', ha introdotto una pressione selettiva che ha prodotto specie molto diverse da quelle originali, che esprimono caratteristiche utili all'uomo ma che non significa che rappresentino  un vantaggio per le specie stesse. 
Cacciando altre specie per cibarsene, utilizzarne le pelli, le ossa od altro, ne ha determinato la drastica diminuzione di numero, sino all'estinzione, spesso a vantaggio di altre specie loro concorrenti.
Cio' e' particolarmente vero per i vegetali, la maggior parte delle specie vegetali coltivate dall'uomo sono incapaci di riprodursi senza l'intervento dell'uomo stesso, abbandonate a se stesse scomparirebbero in breve tempo. Il miglior esempio e' forse il frumento, le varieta' coltivate sono state selezionate per massimizzare il numero di cariossidi per spiga, per ridurre la capacita' di disperdere i semi una volta maturi, per resistere all'allettamento, tutte caratteristiche che rendono il frumento inadatto a sopravvivere da solo, intanto l'antenato originale, il triticale e' scomparso da secoli.
La maggior parte delle piante da frutto sono il risultato di incroci e di innesti, quasi nessun frutto odierno, piantato nella terra dai suoi semi e' in grado di produrre un frutto egauale a se stesso.
Per secoli si sono selezionate le mutazioni casuali delle specie per favorirne lo sviluppo in un numero sempre maggiore di individui, poi le mutazioni sono state introdotte ed accelerate per mezzo di radiazioni ionizzanti ( coltivazioni sperimentali nei "Campi Gamma" ), il tutto all'insegna dell'empirismo piu' assoluto, poi cinquant'anni fa fu decifrato l'alfabeto del DNA, ne fu definita la struttura, i modi in cui una sequenza di nucleotidi codifica per una proteina. Si era aperta la strada per intervenire sulle caratteristiche di una specie in modo meno empirico, conoscendo meglio e piu' dettagliatamente gli elementi su cui agire per ottenere un determinato risultato.
Nuovi strumenti concettuali e tecnologici  hanno permesso di separare singoli geni, di leggerne la sequenza nucleotidica, da questa identificare la proteina codificata e quindi le sue funzioni nell'organismo, questa e' l'Ingegneria Genetica.
Molto prima che l'ingegneria genetica diventasse un argomento da mass-media sono state realizzate centinaia di applicazioni di cui pochi hanno sentito parlare, credo che nemmeno i diabetici insulino-dipendenti sappiano la provenienza dell'insulina che assicura loro la vita.
Una volta l'insulina era ricavata dal pancreas dei maiali, (i maiali sono tra i pochissimi animali i cui tessuti hanno una, sia pur limitata, compatibilita' con quelli umani, deve esserci una sottile ironia in cio' ), l'insulina cosi' ricavata era abbastanza simile a quella umana da poter essere usata in sua sostituzione. Poi fu identificato il gene che codifica, nelle cellule del pancreas, per l'insulina umana, fu separato ed impiantato in un comunissimo batterio, l'Escherichia Coli, ospite abituale del nostro apparato digerente, il batterio si riproduce, nell'opportuno ambiente di coltura,  conservando il gene umano, produce insulina umana, che per il suo metabolismo e' inutile ma non dannosa, infine dalle colture di batteri si estrae insulina umana perfetta per essere usata come farmaco.
Altrettanto vale per l'Ormone Somatotropo ( ormone della crescita ) per alcuni Interferon ( antivirali naturali ) e per moltissimi altri, mi risulta che attualmente siano oltre un centinaio i prodotti terapeutici ottenuti con tecniche di Ingeneria Genetica.
Ma cosa e' successo nell'informazione, nei "media", per far si che "Ingegneria Genetica" si trasformasse  in "Manipolazione Genetica", perche' divenisse possibile evocare fantasmi di "creazione di mostri", di blasfema emulazione di Dio, perche' O.G.M. e' diventato quasi sinonimo di "veleno" , e cio' in assenza di alcuna prova, in mancanza del minimo indizio ?
Non molto tempo fa ho letto un libercolo sull'argomento, scritto da un sedicente "esperto", in cui si affermava che " l'uomo si azzarda a trasferire geni tra specie diverse mentre la natura non si sognerebbe mai di fare una cosa simile ". Spiacente per l'esperto ma la natura si sogna di fare, e fa, qualsiasi cosa sia possibile, oggi sappiamo che gran parte del nostro genoma e composto da sequenze di DNA che non vengono mai utilizzate, che non si esprimono mai in proteine, sono geni che milioni di anni di infezioni virali hanno impiantato nel genoma di tutte le specie da cui discendiamo e che sono stati conservati perche' normalmente innocui, pero' sappiamo anche che, talvolta, qualche sequenza di queste viene accidentalmente attivata, si chiamano "oncogeni" cioe' geni presenti normalmente che se vengono attivati trasformano la cellula normale in una cellula neoplastica, in un cancro.
Tra le molte pseudo notizie circolate sul tema "Manipolazione Genetica " tempo fa ne e' comparsa una che riguardava il fatto che, in un laboratorio americano, erano stati prodotti conigli fosforescenti, il fatto fu ovviamente sottolineato quale evidente prova della assoluta stupidita' degli scienziati che si divertivano a generare mostri a scopi commerciali. La notizia era vera salvo che il giornalista aveva riportato soltanto la parte del discorso che era in grado di capire. I fatti erano questi: era stato trapiantato in alcune cellule dei conigli un gene, prelevato da non ricordo quale specie,  che codificava per un enzima capace di produrre fluoresecenza, l'operazione era stata fatta per permettere di localizzare facilmente, nei tessuti dei conigli, una particolare proteina che, essendo fluorescente, rendeva possibile seguirne il percorso metabolico nell'organismo. Un effetto collaterale, innocuo, era quello di rendere leggermente fluorescenti le mucose dei conigli ed in particolare il naso.
Parlando di Cellule Staminali e' stata prospettata la possibilita' di conservarne, alla nascita,  una coltura per ogni individuo, in modo da poterle utilizzare nel corso della sua vita, in caso di necessita', per clonarle, indurne la differenziazione e costruire cosi' i tessuti o gli organi necessari per curare una malattia od effettuare un trapianto. Tali tessuti avrebbero l'inestimabile pregio di non indurre reazioni immunitarie nell'organismo ospite, e quindi il rigetto del trapianto, evitando inoltre la terapia immuno-soppressiva cui ogni trapiantato deve sottoporsi per tutta la vita, dato che le cellule usate avrebbero gli stessi marcatori di istocompatibilita', donatore ed ospite sarebbero in realta' lo stesso individuo.
Si tratta di ipotesi scientifiche, fondate, ma la cui realizzabilita' e' ancora tutta da provare e dimostrare, ma nei TG l'ipotesi e' stata presentata in questi termini: Gli scienziati pensano di clonare ogni neonato dalle sue cellule staminali e di creare cosi' un gemello da usare  come "magazzino ricambi".
Il massimo e' stato comunque raggiunto con la "clonazione", se ne e' parlato in modo assolutamente superficiale e scorretto, badando sempre agli effetti emotivi della notizia, e mai  preoccupandosi di fornire informazioni. Una gran parte della gente pensa ad un "clone" come ad una copia identica di un individuo qualsiasi, compresi gli spetti "mentali". Nulla di piu' falso ed assurdo; nemmeno i gemelli omozigoti, che sono cloni spontanei, pur crescendo di norma nello stesso ambiente e nello stesso tempo, non sono mai due individui identici, nonostante la loro identita' genetica, sviluppano attitudini, "caratteri" spesso molto diversi se non opposti.
La miglior sintesi di questo concetto l'ho trovata espressa in questa storiella: Una anziana signora si rivolge ad una ditta che le crea un clone del suo cagnolino, prematuramente scomparso tempo prima, dopo un po' di tempo le viene consegnato il nuovo cagnolino, perfettamente identico all'originale. La signora felicissima se lo porta a casa, ma dopo un paio di giorni torna alla ditta e presenta il seguente reclamo " e' identico al mio Fuffi ma non mi riconosce. "
Credo che Jurassic Park abbia avuto la sua parte di responsabilita'  nel confondere le poche idee diffuse all'epoca sull'argomento "clonazione", dando una parvenza di fattibilita' scientifica ad ipotesi fantascientifiche ben miscelate a reali possibilita' tecnologiche.
Una divertente curiosita' in proposito e' il fatto che nel film si dice che i dinosauri sono stati clonati partendo dal sangue che zanzare di quel periodo avevano loro succhiato, in seguito le zanzare erano rimaste imprigionate in gocce di resina vegetale (ambra) che, fossilizzandosi le aveva conservate. Come noto soltanto le zanzare femmina gravide hanno la necessita' di sangue per sviluppare le uova, ebbene nel film, la zanzara imprigionata nell'ambra, che viene mostrata, e' un esemplare maschio.

Se volessi elencare tutti gli argomenti sballati che sono stati, usati per assicurarsi che nessuno capisse niente del discorso, potrei continuare all'infinito, ma a questo punto mi limitero' al tentativo di porre un paio di punti di partenza da cui iniziare per orientarsi in questo groviglio.

Tutte le distinzioni di specie, animali e vegetali, elefanti e batteri, uomini ed insetti sono semplicemente comode distinzioni tassonomiche, indispensabili per gestire la conoscenza, ma che in sostanza descrivono soltanto le infinite sfumature  di un unico fenomeno, la vita, di cui facciamo parte.
Tutto e' scritto con un alfabeto  di quattro lettere A ( Adenina) C (Citosina) T (Timina ) G ( Guanina), le quattro basi azotate, che codificano una ventina di amminoacidi, che mescolati producono tutti i composti proteici di cui sono composti tutti gli esseri viventi.
Come con qualsiasi altro alfabeto e' possibile scrivere qualsiasi cosa, dalla lista della spesa alla Bibbia, dalle barzellette alla Divina Commedia, e' soltanto una questione di tempo e di spazio.
Con sette note si compone tutta la musica e con 1 e 0 si puo' codificare qualsiasi cosa, testi ed immagini, suoni e numeri.
Non esistono barriere tra le forme di vita, ma soltanto nella mente di chi non riesce a guardare le cose nel loro insieme, per pigrizia, disinteresse, pessima informazione, pregiudizi e via cosi'.

Finche' tutta la ricerca scientifica viene svolta ufficialmente e' possibile conoscerne i risultati ed e' possibile che venga esercitata una forma di "controllo" sulle applicazioni.  

Quando si tenta, in nome e col pretesto di principi religiosi, ideologici, morali, etici, politici etc..etc. di proibire o limitare la ricerca in qualsiasi campo si ottiene soltanto il risultato di spingerla nella clandestinita',  cosi' l'effetto dei risultati, e delle applicazioni conseguenti, si scoprono quando e' certamente tardi.   Inoltre, da che' l'uomo esiste, nulla e' mai riuscito a fermarne la curiosita', cio' che e' possibile verra' , prima o poi, fatto, potra' essere rinviato per un po', ma inesorabilmente, prima o poi verra' fatto.

 

 Avete visto lo sfondo ? Un esercito clonato di pecore Dolly, ecco un esperimento i cui risultati, piuttosto insoddisfacenti, sono noti a tutti, cosi' chi annuncia di essere pronto a clonare uomini, o di averlo gia' fatto, deve fare i conti con questi notissimi risultati ed e' probabile che, prima di farlo veramente, si preoccupi di avere acquisito conoscenze sufficientemente solide, per non rischiare disastrosi insuccessi, scientifici ed economici, e dovra' esibire scopi molto chiari e condivisibili, per ottenere i finanziamenti.

 

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